QUATTRO DELITTI IN ALLEGRIA

Valutazione
Inconsistente, Grossolanità
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Alain Berberian
Durata
102'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
LA CITE' DE LA PEUR
Distribuzione
Multi Media Film Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Chantal Lauby, Alain Chabat, Dominique Farrugia
Musiche
Philippe Chany
Montaggio
Veronique Parnet

Sogg. e Scenegg.: Chantal Lauby, Alain Chabat, Dominique Farrugia - Fotogr.: (scope/ a colori) Laurent Dail-land - Mus.: Philippe Chany - Montagg.: Veronique Parnet - Dur.: 102' -Produz.: Charles Gassot

Interpreti e ruoli

Chantal Lauby (Odile Deray), Alain Chabat (Serge Karamazov), Dominique Farrugia (Simon Jeremi), Gerard Darmon (Ispettore Biales), Sam Karmann, Bruno Carrette, Patrick Lizana, Dominique Besnehard, Marc De Jonge, Jean-Christophe Bouvet, Eric Prat

Soggetto

A Cannes avvengono strani omicidi e giusto in epoca di Festival ed in ambienti cinematografici. La cosa potrebbe volgere ad inatteso vantag-gio per un film horror di qualità scadente ("Il rosso è morto"), presentato da Odile Deray, perché in questo film c'è un killer che agisce proprio come quello che sta spargendo sangue sulla Croisette. E' una pubblicità gratuita e clamorosa: per mantenersela, Odile mobilita il suo attore principale Simon Jeremi un tipo candido e sprovveduto e, per proteggerlo, si affida ad un guardaspalle Serge Karamazov un occhialuto giovanotto più simile ad un modesto impiegato che ad un uomo di azione. I due, spaesati, immessi nel tumultuoso mondo festivaliero e frastornati in permanenza, debbono veder-serla con contrattempi, fughe e affanni vari, poiché intanto l'assassino, reale e sanguinario, continua impavido ad uccidere i proiezionisti (arriverà a ben 4 cadaveri). Anche la polizia si è attivata, nella persona di un commissario bel-lone e fatuo (l'ispettore Biales), che fa le sue indagini corteggiando Odile. Il duo Jeremi-Karamazov trema sentendosi fra le vittime possibili del serial-killer, il quale opera sempre armato di falce e martello. Dopo alterne vicende il killer viene individuato: si tratta di un tecnico del cinema, proiezionista di Odile (lavoravano insieme a Digione, anni prima), innamoratissimo della donna, ma rimasto sempre illuso e deluso. Ma intanto il successo per "Il rosso è morto" è stato assicurato sulla chiassosa ribalta del Festival di Can-nes.

Valutazione Pastorale

Una storia sciocca e sgangherata. Suo massimo difetto: quattro delitti, allegria zero. Forse c'erano pretese ironiche, ma tracce non ve ne sono. E' affidata ai "Nuls", piccolo gruppo di attori comici di Oltralpe, mai visti dalle parti nostre, dei quali nulla si è perduto quanto a comicità e buffonerie. Poche, pochissime le gag, comunque anemiche. Il film è futile e di grande banalità: un prodotto fiacco che infastidisce e finisce con l'annoiare.

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