QUATTRO FIGLI UNICI

Valutazione
Inaccettabile, Scabroso
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Fulvio Wetzl
Durata
103'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
QUATTRO FIGLI UNICI
Distribuzione
Chance Film
Soggetto e Sceneggiatura
Fulvio Wetzl
Musiche
Fabrizio Siciliano
Montaggio
Antonio Siciliano

Sogg. e Scenegg.: Fulvio Wetzl - Fotogr.: (panoramica/a colori) Erico Menczer, Renato Tafuri - Mus.: Fabrizio Siciliano - Montagg.: Antonio Siciliano - Dur.: 103' - Produz.: Filmalpha, Nuova Dimensione

Interpreti e ruoli

Roberto Citran (Giorgio), Mariella Valentini (Virginia), Ivano Marescotti (Ennio), Ginevra Colonna (Micol), Fabio Iellini, Laura Di Mariano, Valentina Holtkamp, Piero Natoli

Soggetto

Virginia, una giornalista trentatreenne divorziata dal marito Ennio, dirigente di un'azienda di computer, il quale le ha affidato, insieme alla loro figlia Micol di 12 anni, anche il sedicenne Paolo, nato dal suo primo matrimonio, ospita spesso il proprio compagno Giorgio, un trentenne aspirante sceneggiatore, piuttosto immaturo, e privo di lavoro. Quando Virginia scopre che Paolo non ha dormito a casa, apprende da Micol che ciò accade da tre notti, e, chiesto l'aiuto di Giorgio, cerca invano fra compagni di scuola, discoteche, sale giochi e collina del motocrosso, apprendendo soltanto che Paolo (certamente scappato di casa), ha con sé un milione ed ha cambiato la propria moto con quella di un amico, adatta a lunghi percorsi. Deve quindi decidersi ad informare Ennio della scomparsa del figlio, e l'ex marito le rimprovera di essersi occupata troppo poco del ragazzo. Intanto Giorgio, rimasto solo in casa di Virginia, scopre che Micol ha disseminato dappertutto microfoni nascosti, e che in un armadio conserva una nastroteca delle conversazioni, specie quelle molto intime, che si sono tenute nell'appartamento. Mentre Ennio affida le ricerche all'amico Moretti, ufficiale dei carabinieri, Giorgio e Micol (che considera documentazioni sulla vita ciò che ascolta) si mettono insieme a cercare nei nastri qualche indizio su Paolo: ma dai nastri, oltre a liti e a scene erotiche, risulta solo un unico momento di entusiasmo di Paolo, quando ha parlato di un libro di disegni architettonici del '500. Poiché Ennio ha fatto pubblicare sul giornale la notizia della scomparsa del figlio e la sua fotografia, Paolo fa recapitare a Micol le indicazioni necessarie per risolvere un gioco, memorizzato sul computer, che indicherà il luogo dove egli si farà trovare. È un gioco difficile, quello dei nove punti, che dovranno essere uniti da una retta continua, spezzata in quattro segmenti. Questi nove punti corrispondono a nove piccoli paesi del Veneto, dove Virginia, Giorgio e Micol si recano in auto. Paolo infatti sta disegnando e studiando il labirinto della Villa di Stra, perché è appassionato da questi "giochi", inventati dagli architetti del passato: egli vorrebbe realizzare "da grande" qualcosa di simile coi videogiochi. Intanto Micol ha scoperto la meta cercata, unendo i punti sulla carta automobilistica: è la Rocca Pisana a Lonigo, presso Vicenza, qui infatti Paolo li aspetta, insieme al padre, che lo ha trovato per primo, seguendo "l'onda dei sentimenti". Tutti si abbracciano affettuosamente, poi Ennio lascia gli altri, che tornano insieme a Roma. Ora si conoscono meglio e la famiglia sarà più unita, ma subito si vede che in casa, i "4 figli unici", come li ha chiamati Micol, tutto ritornerà come prima.

Valutazione Pastorale

si tratta di un film mal riuscito, ma basato su problemi scottanti e reali, come quelli del disagio giovanile, che colpisce specialmente i ragazzi, costretti a vivere in famiglie scombinante. Micol infatti registra tutto, perché vive in una situazione di disagio, ma la sua morbosa curiosità per i duetti erotici, che ascolta, è temperata da un notevole cinismo. Colpisce inoltre la totale mancanza di affetto fra i vari personaggi, che appaiono sempre privi di calore umano. Il regista e soggettista Fulvio Wetzl non ha saputo trattare l'argomento di attualità, mostrando nella prima parte una certa confusione di idee, e basando il finale su di un gioco. Dal punto di vista pastorale, l'inaccettabilità è motivata, inoltre, anche dal considerare normali queste situazioni familiari anomale.

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