REMEMBER

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Amicizia, Anziani, Famiglia, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Atom Egoyan
Durata
95'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Canada
Titolo Originale
Remember
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
Mychael Danna
Montaggio
Christopher Donaldson

Orig.: Canada (2015) - Sogg. e scenegg.: Benjamin August - Fotogr.(Panoramica/a colori): Paul Sarossy - Mus.: Mychael Danna - Montagg.: Christopher Donaldson - Dur.: 95' - Produz.: Robert Lantos, Ari Lantos - 72^ MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DELLA BIENNALE DI VENEZIA 2015, IN CONCORSO, PREMIO GIOVANI GIURATI DEL VITTORIO VENETO FILM FESTIVAL.

Interpreti e ruoli

Christopher Plummer (Zev Guttman), Martin Landau (Max Zucher), Bruno Ganz (Rudy Kurlander n°1), Jurgen Prochnow (Rudy Kurlander n°4), Heinz Lieven (Rudy Kurlander n°2), Dean Norris. (John Kurlander), Henry Czerny (Charles Guttman), Sofia Wells (Molly), Peter DaCunha (Tyler), Kim Roberts (Paula), Janet Porter (madre di Molly), Stefani Kimber (Inge), Duane Murray (padre di Tyler), Amanda Smith . (Cele)

Soggetto

Zev Guttmann, oggi 90enne, accetta, nonostante le precarie condizioni fisiche, di mettersi alla ricerca dell'uomo che circa 70 anni prima aveva assassinato durante il nazismo la sua famiglia e quella di Max Zucker, coetaneo e suo coinquilino in una casa di riposo. L'uomo si chiama Rudy Kurlander, e Zev avvicina ad uno ad uno i reduci con questo nome...

Valutazione Pastorale

Atom Egoyan ha diretto finora quindici lungometraggi sempre all'insegna di storie aspre e dure ("Exotica", "Il doce domani", "Il viaggio di Felicia") che ribaltano situazioni all'apparenza immobili. Anche qui si entra in un contesto ben preciso, accostato però in modo imprevedibile. "La nostra - dice il produttore Roberto Lantos- è l'ultima occasione in cui possiamo raccontare questa storia al presente. Tra dieci anni non sarebbe stato realistico narrare la vicenda di un uomo che ha subito una perdita negli anni Quaranta per la quale ora reclama vendetta. Sarebbe dovuto diventare un film d'epoca ed essere ambientato nel passato". Osservazione precisa e legittima, perché la scelta della contemporaneità consente di muoversi lungo spazi e ambienti che rimandano immagini dell'America di oggi, quindi incentrati su frammenti di vita quotidiana talvolta con risvolti imprevedibili. Nel finale Egoyan recupera quegli sguardi sul thriller che ha spesso utilizzato in titoli precedenti e che qui consigliano di non rivelare alcunché rispetto ad una conclusione sconvolgente e inusuale. Finale ispido e amaro, tra denuncia e tristezza esistenziale per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e da affidare a dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria come proposta su un argomento (l'olocausto) molte volte affrontato dal cinema ma qui in un'ottica inusuale e originale.

Le altre valutazioni

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