ROBOCOP

Valutazione
Consigliabile, semplice
Tematica
Giustizia, Politica-Società, Scienza
Genere
Fantascienza
Regia
José Padilha
Durata
121'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Joshua Zetumer, Edward Neumeier, Michael Miner ispirato ai personaggi creati da Edward Neumeier, Michael Miner
Musiche
Pedro Bromfam
Montaggio
Daniel Rezende, Peter McNulty

Orig.: Stati Uniti (2014) - Sogg.: ispirato ai personaggi creati da Edward Neumeier, Michael Miner - Scenegg.: Joshua Zetumer, Edward Neumeier, Michael Miner - Fotogr.(Scope/a colori): Lula Carvalho - Mus.: Pedro Bromfam - Montagg.: Daniel Rezende, Peter McNulty - Dur.: 121' - Produz.: Strike Entertainment.

Interpreti e ruoli

Joel Kinnaman (Alex Murphy/Robocop), Gary Oldman (dott. Dennet Norton), Michael Keaton (Raymond Sellars), Abbie Cornish (Clara Murphy), Jackie Earl Haley (Rick Mattox), Jennifer Ehle (Liz Kline), Jay Baruchel (Tom Pope), Marianne Jean-Baptiste (Karen Dean), Samuel L.Jackson (Pat Novak), Aimee Garcia (Jae King), John Paul Ruttan

Soggetto

Nel 2028 la multinazionale Omnicorp è riuscita a far usare i propri droni nelle operazioni militari di guerra. Mentre negli Stati Uniti l'uso degli stessi robot è vietato. L'occasione per cambiare la situazione si presenta quando il poliziotto Alex Murphy, impegnato nella lotta contro la criminalità a Detroit, viene gravemente ferito sul campo, e la OmniCorp decide di farlo tornare sul campo sotto forma di un potente cyborg, un Robo-cop. L'operazione, che sembra facile, trova un inatteso ostacolo nelle capacità reattive dell'uomo che ha ancora cuore e cervello...

Valutazione Pastorale

Il primo "Robocop" firmato da Paul Verhoeven è del 1987. A seguire sono arrivati "Robocop 2" (Irvin Kershner, 1990), "Robocop 3" (Fred Dekker, 1993). Questo nuovo capitolo della saga, affidato al brasiliano Padilha, cerca con molta volontà di creare giuste e coerenti motivazioni, sullo sfondo di un panorama tecnologico da ultima spiaggia e infine andando ad incrociare un nodo narrativo tutt'altro che nuovo ma sempre valido: anche se a metà, un uomo continua a fare appello alla propria razionalità, a sentimenti, reazioni, ribelioni che lo qualificano in quanto essere umano. Da cui una vicenda che fa i conti con le esigenze del videogame e con la voglia di lanciare appelli alla ragione, alla fine dell'uso delle armi, alla sensazione che gli Stati Uniti si stiano dimostrando fin troppo arrendevoli. Il tentativo di inserire qualche aspetto problematico resta in secondo piano rispetto all'azione, tenuta in forma stringata e serrata da un regista che sa il fatto suo. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria come proposta di genere spettacolare e di immediata fruzione.

Le altre valutazioni

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