S.P.Q.R. – 2000 E1/2 ANNI FA

Valutazione
Futile, Grossolano
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Carlo Vanzina
Durata
100'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
S.P.Q.R. - 2000 E1/2 ANNI FA
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Enrico Vanzina, Carlo Vanzina
Musiche
Federico De Robertis.
Montaggio
Sergio Montanari

Sogg. e Scenegg.: Enrico Vanzina, Carlo Vanzina - Fotogr.: (panoramica/a colori) Gianlorenzo Battaglia - Mus.: Federico De Robertis. - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 100' - Produz.: Aurelio De Laurentiis

Interpreti e ruoli

Leslie Nielsen (Senatore Cinicus), Christian De Sica (Cesare Atticus), Massimo Boldi (Antonio Servilio), Nadia Rinaldi (Cornelia), Anna Falchi (Poppea), Gabriella Labate (Ottavia), Marco Vivio, Cash, Isabella Rocchietta, Marina Tagliaferri, Francesco De Rosa

Soggetto

mentre a Roma imperiale il senatore Cinicus arringa i colleghi sulla necessità di regolamentare il flusso dei barbari immigrati con una legge severa, il collega Cesare Atticus si trastulla a Capri con l'amichetta Ottavia, anche se è sposato da sedici anni con la voluminosa e ricca Cornelia. Nel tornare a Roma Atticus urta con la biga quella di Antonio Servilio, magistrato di Mediolanum trasferitosi nella capitale. Costui affitta in “nero” un appartamento di Atticus e si copre di ridicolo nel primo caso affidatogli, consentendo a dei ladri di lasciare il Banco Romae che hanno rapinato fingendosi ostaggi. Cesare intanto assiste ad una sfilata di Versacius, dove adocchia una modella egizia, Iside. Servilio si copre di ridicolo allo stadio nella sfida Roma Mediolanum, rischiando persino di essere sbranato da una tigre. Ottavia, soppiantata da Iside, si vendica di Atticus denunciandolo ad Antonio, la cui figlia Claudia è innamorata di Alessio rampollo di Cesare. Con l'aiuto di Cinicus e la complicità della cortigiana Poppea, Servilio viene sorpreso in dolce compagnia al bordello e trasferito in Sicilia, dove però scopre tramite il "boss" locale Varrone delle collusioni con Roma, che incastrano sia Atticus che Cinicus. Costoro decidono di eliminare Servilio, e Iside fornisce velenosi serpentelli a Cesare, che li sguinzaglia contro l'ignaro giudice, che però viene salvato dall'improvviso comparire di Alessio, che perora la causa del suo amore per Claudia. Cesare decide di confessare tutto, ma in tribunale Cinicus, con un'abile e machiavellica arringa, ribalta le accuse: Cesare ed Antonio finiscono prima ai lavori forzati, e quindi in croce con gli schiavi ribelli di Spartacus cui si sono incautamente uniti. Dopo 2000 anni, i loro discendenti si tamponano sulla via Appia intasata dal traffico.

Valutazione Pastorale

ennesima farsa a base di antica Roma e guai di casa e cosa nostra trasportati duemila anni fa, questo film consente ancora una volta a De Sica e Boldi., "ben sorretti" dal copione dei due Vanzina, immemori della lezione di stile del loro padre, di sciorinare il solito campionario di grossolanità, doppi sensi, sguaiataggini che sembra le platee avide attendano con ansia per liberare, con grasse risate, la carica aggressiva e la frustrazione che le attanagliano. La recitazione di De Sica e Boldi è quella di sempre, sguaiata e superficiale, senza un minimo di decoro o almeno un tentativo di conferire un po' di spessore al testo. La solita pagliacciata natalizia , destinata al pubblico eterogeneo che ha fatto la fortuna dei produttori di beni di largo consumo, sia culturali che materiali, basati sul martellamento psicologico teso ad allentare i freni naturali che si dovrebbero opporre, in persone pensanti, allo strapotere e all'aggressione della quantità e della volgarità a discapito della qualità e dell'intelligenza.

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