SAREMO FELICI

Valutazione
Accettabile-riserve, Grossolanità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Gianfranco Lazotti
Durata
98'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
SAREMO FELICI
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Ruggero Maccari, Gianfranco Lazotti Maurizio Ferrini, Gianfranco Lazotti
Musiche
Lamberto Macchi
Montaggio
Anna Napoli

Sogg.: Maurizio Ferrini, Gianfranco Lazotti - Scenegg.: Ruggero Maccari, Gianfranco Lazotti - Fotogr.: (panoramica/a colori) Blasco Giurato - Mus.: Lamberto Macchi - Montagg.: Anna Napoli - Dur.: 98' - Produz.: Tiger C.C.A. Studio Elle, Reteitalia

Interpreti e ruoli

Franco Carpellino (Caronte), Jo Champa (Maddalena), Maurizio Ferrini (Mirko), Emidio La Vella (Checcone), Alessandra Martines (Jole), Sonia Petrovna (Françoise), Pierfrancesco Poggi (Lorenz), Amanda Sandrelli (Sonia), Giampiero Albertini (Padre di Checcone), Ennio Balbo.

Soggetto

in una cittadina della provincia italiana, le giornate invernali specie dopo i fasti e le follie della spiaggia estiva sono lunghe a passare. Lo sanno bene quattro amici trentenni, che si incontrano al bar prediletto, scorrazzano qua e là, parlano e straparlano, un pò sognatori, un pò pigri e inconcludenti, sempre velleitari: Lorenz che vorrebbe diventare un cantautore di grido e che intanto, in crisi di ispirazione, ha temporaneamente lasciato la moglie Jole e due bambini, vivendo in casa di uno del gruppo; Caronte, che fa il traghettatore sul canale locale e si rifugia nell'evasione delle videocassette; Checcone, un bravo e massiccio figliolo che attende al distributore di benzina del padre garagista, ma si lascia coinvolgere nei sogni di gloria di una grintosa fidanzata (Maddalena), la quale aspira a partire con lui per studiare danza negli Stati Uniti, pur di lasciare alle spalle il tran-tran del posto. Il più "borghese" fra tutti è Mirko, ideatore di progetti ambiziosi e gran cacciatore di straniere di passaggio, che millanta imprese e conquiste irrealizzate, tenendosi la piccola Sonia (la cameriera del bar) come compagna fissa. Tutti in varia misura più o meno fatui, pronti a trascorrere la notte lungo il canale di casa, cianciando e programmando la loro vita e tutti destinati, a quanto pare (e forse desiderano davvero) a restare dove la nascita e la famiglia di origine li ha collocati: Mirko sempre in attesa di bionde o brune d'Oltralpe, Checcone ad aiutare il padre comunista; Caronte a traghettare la gente e Lorenz a vivere alla giornata, tra una soirée ed un festivalino provinciale, insieme a moglie e figli.

Valutazione Pastorale

a prestare attenzione al titolo, parrebbe che si dovesse attendere un film venato di ironia affettuosa e soffuso di malinconia. Forse di malinconia ce n'è (ma non analisi generazionale), di ironia probabilmente no. Qui quattro vitelloni deambulanti nelle ore notturne a Cesenatico luogo emblematico, poiché il clima generale potrebbe essere quello paesano o provinciale di qualsiasi cittadina tentano di interessare con piccole sfilacciate vicenduole personali, con affanni, spavalderie, sogni e delusioni. Cornici, ambientazione e atmosfera sono immaginabili e prevedibili, anche se non si deve negare un certo garbo nella trattazione degli affarucci di Checcone, Mirko e compagnia. L'amicizia vitellonesca è il perno di tutta la storia, che va avanti un pò a balzelloni, mentre il solito Adriatico si presta (ma ormai da anni se ne abusa) a fare da sfondo, in serate fredde e ventose, dopo le alghe, le mucillaggini ed il chiasso festoso dell'estate. Una nota positiva: questa volta non circola droga (ed è una vera rarità, dato quel che succede nella provincia del Bel Paese, che una falsa letteratura si ostina ancora a gabellare come "sana" a paragone delle inquinate "metropoli"). Il film, da considerarsi come l'opera prima di Gianfranco Lazotti, tenta di stare in equilibrio fra gli umori e i sapori del comico e del patetico, descrivendo l'infantilismo e la fatuità velleitaria di molta gente frustrata, rivelando qualche momento narrativo piti fiacco, tuttavia con indulgenza e con un certo gusto dell'immagine. Scene e situazioni motivano le riserve.

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