SENZA ESCLUSIONE DI COLPI

Valutazione
Discutibile, Violenze
Tematica
Genere
Avventuroso
Regia
Newt Arnold
Durata
93'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
BLOOD SPORT
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Sheldon Lettich, Christophr Cosby, Mel Friedman Sheldon Lettich
Musiche
Paul Hertzog
Montaggio
Carl Kress

Sogg.: Sheldon Lettich - Scenegg.: Sheldon Lettich, Christophr Cosby, Mel Friedman - Fotogr.: (normale/a colori) David Worth - Mus.: Paul Hertzog - Montagg.: Carl Kress - Dur.: 93' - Produz.: Cannon INT.NAL

Interpreti e ruoli

Jean-Claude Van Damme (Frank Dux), Donald Gibb (Jackson), Leah Ayres (Janice), Norman Burton (Helmer), Forest Whitaker (Rawilins), Bolo Yeung (Chong Li), Roy Chiao (Tanaka), Philip Chan

Soggetto

il pilota militare americano Frank Dux, dopo anni di intenso addestramento con il giapponese Tanaka, un grande maestro di arti marziali, decide di partire per Hong Kong, dove ogni anno, tra i campioni di Kung-fu, si svolge una sfida feroce, sanguinosa e senza esclusione di colpi: il kumité. Malgrado il suo colonnello gli abbia negato il necessario permesso, Dux, approfittando di una licenza, giunge ad Hong Kong per partecipare alle eliminatorie: qui ha modo di conoscere un gigantesco individuo, Jackson, del quale diviene amico e che lo introduce ai segreti del kumité. Dopo aver sbaragliato tutti i suoi avversari Frank nella serata finale è costretto a battersi contro lo spietato Chong Lì, l'attuale campione in carica che poco prima nelle eliminatorie aveva gravemente percosso Jackson. Nel duro scontro con Chong Lì dopo alterni e furiosi combattimenti Frank Dux riesce a sopraffarlo e a vincere così l'incontro. Dopo aver ottenuto l'ambito titolo di campione, Frank, tornato in America, consegna al venerato Tanaka la spada del Samurai, l'unico vero trofeo del kumitè.

Valutazione Pastorale

storia vera di Frank Dux il campione (329 incontri vinti fra il '75 e l'80) e fondatore di una reputata scuola americana di Arti marziali. Film del genere non sono una novità: possono i cultori del Karatè, né lo spettatore manca mai, poichè è una autentica girandola di colpi, oltre che di volteggi ed acrobazie al limite dell'incredibile. Però si sa bene che è anche scuola di disciplina, rispetto di regole precise, dominio della concentrazione mentale, allenamento alla difesa personale. Purtroppo qui il suo antagonista mette negli incontri una irrefrenabile cattiveria che si trasforma in eccessi di chiara marca criminale e gli fa letteralmente torcere il collo a due avversari: con sdegno della giuria e riprovazione degli astanti, non solo, ma stimolando la leggittima furia di Frank, il quale reagisce in maniera corretta, ma micidiale e vince il titolo. A parte la indubbia presenza di Jean Claude Van Damme, il film risulta esteticamente convenzionale e prevedibile nelle varie situazioni agonistiche imperniate sovente sulla violenza.

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