SOGNI

Valutazione
Accettabile, Allegorico
Tematica
Metafore del nostro tempo
Genere
Fantastico
Regia
Akira Kurosawa
Durata
120'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Giappone
Titolo Originale
AKIRA KUROSAWA DREAMS
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Akira Kurosawa
Musiche
Shinichiro Ikebe
Montaggio
Tome Minami

Sogg. e Scenegg.: Akira Kurosawa - Fotogr.: (panoramica/a colori) Takao Saito Masamaru Veda - Mus.: Shinichiro Ikebe - Montagg.: Tome Minami - Dur.: 120' - Produz.: Hisao Kurosawa, Mike Y. Inove

Interpreti e ruoli

Akira Terao (Io), Mitsuko Baisho (La madre), Mieko Harada (la fata), Chishu Ryu (il vegliardo), Hisasmi Igawa (lo scenziato), Mitsunori Isaki (il ragazzo), Martin Scorsese (Vincent Van Gogh), Toshimiko Nakano, Yoshitaka Zushi, Toshie Negishi, Chosuke lkariya, Mie Suzuki

Soggetto

In otto episodi un uomo ripercorre nei propri sogni, travisandoli, i momenti più salienti della propria vita. I - Sole attraverso la pioggia. Per un antica leggenda giapponese, non si deve guardare in quei rari momenti in cui la pioggia appare frammista al sole: è allora che due volpi vanno a nozze. Malgrado l'avvertimento materno, un bimbo curioso tra gli alberi dei bosco spia un bizzarro corteo di volpi in ricchi costumi da cerimonia. Poi a casa troverà che qualcuno gli ha portato un minaccioso pugnale. Per ordine della madre, lui dovrà andare per boschi e prati a riconsegnarlo in una tana che esiste "là dove sorge l'arcobaleno". Per scusarsi ed essere perdonato, pena la morte. II – Il pescheto. Ancora il bambino che, servendo il thé a quattro sorelline, è convinto che in casa vi sia con loro come ospite una graziosa fanciulla. Deriso da quelle, egli la scopre e insegue nel bosco e poi la perde. Ora è davanti ad un pescheto, ma gli alberi sono stati tutti scioccamente tagliati dagli uomini. Creature-bambola in antichi vestiti "hina" dicono che la festa delle bambole mai più potrà aver luogo per quel massacro di alberi, ma l'imperatore, persuaso dal dolore e dal pianto infantile, concede di far rivivere per pochi istanti il meraviglioso pescheto di un tempo, in un turbinìo di petali rosa. La misteriosa fanciulla riappare ad un tratto: ora sul fianco della collina c'è solo lei, trasformata in pesco. III - La tormenta. Una bufera spaventosa ha colto fra le rocce e le nevi di vette impervie quattro uomini. Tre cadono stremati dalla fatica, il più forte che li comanda ed incita invano a continuare nel buio pur di ritrovare il campo, cade infine prostrato lui pure. Un canto lontano gli fa riaprire gli oechi: vicino a lui è una bellissima fanciulla tutta bianca, che lo ricopre e protegge amorosamente dal gelo. Egli balza in piedi, ma il mantello di lei ondeggia e sparisce in un vortice di vento. L'uorno desta i compagni ed un improvviso squarcio nella nebbia mostra la tenda e la sua luce rassicurante a pochi metri di distanza. IV - Il tunnel. Un ufficiale unico superstite, tornando a casa dalla guerra, deve attraversare un tunnel. Un cane-lupo sbuca fuori e gli ringhia addosso. Giunto dall'altra parte, ode un suono di passi ed ecco comparirsi davanti uno dei soldati del suo plotone, armato, affardellato e con il volto da morto, convinto però di essere ancora vivo e diretto a casa dai genitori. Pietosamente l'ufficiale lo persuate della triste verità (lui lo ha visto morire sul campo) e lo esorta a rientrare nel buio del tunnel. Si ode sempre più distinto lo strepito di diecine di piedi e dallo stesso buio arriva inquadrato l'intero plotone. Tutti si mettono sull'attenti, impeccabili e con volti di gesso, ancora ai suoi ordini. L'ufficiale sconvolto e umiliato, davanti a tutti confessa il rimorso e l'angoscia di essere lui solo rimasto vivo e fatto prigioniero. Scongiurando tutti di tornare per sempre al loro riposo, ordina il dietro-front, il plotone esegue e viene ingoiato per sempre dalla gola nera della galleria. Il cane riemerge dal tunnel, ringhiando più forte e avventandosi contro l'ufficiale. V - Corvi. Affascinato dagli straordinari quadri di Vincent Vari Gogh, un pittore dilettante immagina di andare ad intervistare l'artista che sta dipingendo in pieno sole. Nella parte finale del suo viaggio, egli praticamente "passeggia" nelle stradine, fra i fiori, le case ed i campi eternati dalle tele di lui. Rimasto solo dopo il breve incontro, il giovane si trova davanti ad un grande campo di grano, giallo come l'oro. All'improvviso il cielo è solcato da centinaia di corvi nerissimi, che stridono come impazziti. VI - Fujiama in rosso. Una centrale nucleare è saltata e perfino il monte Fuji sembra liquefarsi nell'Apocalisse. La folla terrorizzata fugge dovunque. Su di un estremo lembo di terra a picco sul mare, un "uomo", la moglie e due teneri bambini sono riusciti a scampare alla marea di lava ardente che, mescolata a residuati ch

Valutazione Pastorale

La tematica affrontata negli otto episodi è vasta e suggestiva. Coerentemente all'assunto, Kurosawa ha realizzato nello splendore delle immagini ciò che il cuore e lo spirito gli hanno dettato, attingendo alla favola o ai suoi ricordi personali, attualizzando il visionario come realizzando sogni premonitori o di angoscia nel realismo crudele, ma sempre con fertile impegno creativo. L'infanzia, i palpiti adolescenziali, la paura della morte, l'odio per la guerra, la ripugnanza per certe ricerche e sperimentazioni genetiche, lo scempio della Natura in luoghi un tempo rispettati, i terrori delle radiazioni e della catastrofe per l'umanità, sono i temi trattati con maestria. Malgrado le spiccate differenze fra un capitolo e l'altro, si consegue una sostanziale unità, che non solo trova nella poesia e nelle seduzioni espressive i suoi punti di forza, ma si illumina del candore dell'uomo, vecchio ed esperto, di fronte alle infinite possibilità dell'Arte. Una realtà, dunque, non filtrata dall'onirico, né razionalmente costruita a posteriori (per così dire, al risveglio), la quale invece sembra nascere e comporsi nell'atto stesso della creazione, sull'humus di una purezza che appunto nel sogno - e soltanto in esso - appare l'unico lievito possibile. Poiché i registri sono tanti e diversi e poiché ciascuno di noi ha la propria sensibilità, è chiaro che fra otto episodi c'è di che scegliere, quanto a contenuti e a stile. Nel I (Sole attraverso la pioggia) l'atmosfera è fiabesca, con tinte delicatissime e un recupero dell'infanzia tutto in filigrana, avvolto da una dolcezza e da vapori di sogno. Il II (Il pescheto),dove il piccolo "io" è ormai pressoché un adolescente,é forse, tra tutti, l'episodio più seducente e smagliante. Nel terzo,l' "Io" adulto é smarrito davanti alla misteriosa apparizione, che lo lascia quando, diradatasi la nebbia, la salvezza è a pochi passi. Quanto al IV - "il Tunnel" - basta leggerne il soggetto per avvertirne la inquietudine più che acuta e la intensità drammatica. Tipico sogno di angoscia, di altissimo valore sul piano morale e di straordinario impatto. Più breve, ma interessante ed originale, l'episodio dedicato ai "Corvi" che mette in scena un'intervista con Van Gogh in persona per capire ad un tratto con un fremito lontano che quei corvi nerissimi sono davvero rimasti prigionieri per sempre sulla tela. I due episodi "Fujiama in rosso" e "Il demone che piange" non sono all'altezza dei precedenti. I problemi ecologici e le catastrofi nucleari sono più raccontati che avvertibili né tali da contagiare con irrefrenabile terrore. Conclude "Il villaggio dei mulini", vero inno alla natura e alle sue leggi, con il gaio corteo funerario tutto ritmi e colori, quasi a suggellare l'opera con un messaggio di accettazione e di rispetto per valori semplici ma essenziali, nonché di speranza nel trionfo della vita sulla morte.

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