SOLSTIZIO D’ESTATE

Valutazione
Accettabile-riserve, complesso
Tematica
Donna, Famiglia - fratelli sorelle, Matrimonio - coppia, Rapporto tra culture
Genere
Commedia
Regia
Tran Anh Hung
Durata
112'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Francia, Vietnam
Titolo Originale
A la verticale de l'été
Distribuzione
BIM - Columbia TriStar Films Italia
Musiche
Ton That Tiet
Montaggio
Mario Battistell

Orig.: Francia/Vietnam (2000) - Sogg. e scenegg.: Tran Anh Hung - Fotogr.(Panoramica/a colori): Mark Lee - Mus.: Ton That Tiet - Montagg.: Mario Battistell - Dur.: 112' - Produz.: Lazemec, Le Studio Canal +.

Interpreti e ruoli

Tran Nu Yen-Khe (Lien), Nguyen Nhu Quynh (Suong), Le Khanh (Khanh), Ngo Quang Hai (Hai), Tran Manh Cuong (Kien), Chu Hung (Quoc), Le Tuan Anh (Tuan), Le Ngoc Dung (Huong), Doan Viet Ha . (Ngan)

Soggetto

Ad Hanoi oggi, Lien, ventitre anni, vive in un appartamento con il fratello Hai, che fa l'attore e cerca un ruolo finalmente da protagonista. Lien lavora come cameriera in un ristorante gestito dalla sorella Suong. Una terza sorella, Khanh, raggiunge le altre due: come ogni anno si ritrovano in occasione dell'anniversario della morte della madre. E' un'occasione per rinsaldare i legami, ma qualcosa di più per le tre donne: é il momento in cui si lasciano andare a confessioni più intime e precise, si raccontano fatti particolari e minime impressioni. In realtà eventi importanti vengono alla luce. Suong é sposata con un fotografo della società botanica di Hanoi. Impegnato in frequenti viaggi, l'uomo ha avviato una relazione con una ragazza da cui ha avuto anche un figlio. Suong si lamenta, ma anche lei incontra un suo amante in un appartamento vicino. Il marito di Khanh é invece uno scrittore: bloccatosi all'ultimo capitolo del nuovo romanzo, va fuori, torna dopo due giorni e finisce il lavoro con l'incontro tra il protagonista e una ragazza. Khan però gli ha confessato di essere incinta, e ora lo rivela alle sorelle, proprio mentre la stessa cosa dice anche Lien. Ma per quest'ultima si tratta di un falso allarme. Non è vero. Lien in realtà sogna di trovare un marito e intanto prosegue a vivere con il fratello tra scherzi e gesti affettuosi. Tutti e due ora si preparano per andare alla festa di commemorazione della madre.

Valutazione Pastorale

Di Tran Anh Hung si sono visti in Italia negli anni scorsi "Il profumo della papaya verde" e "Cyclo", Leone d'oro a Venezia. Il riferimento è utile per capire che ci muoviamo nelle atmosfere dell'estremo Oriente, all'interno di un Vietnam moderno dove le tradizioni locali devono ormai fare i conti con le suggestioni provenienti dall'Occidente. Ciò non toglie che il regista riesca a mantenere la storia calata in un clima assolutamente rispettoso dei luoghi in cui si ambienta. Ci sono, nel succedersi delle ore quotidiane, una 'temporalità' diversa, quasi sacra,e un differente modo di calarsi nelle pieghe delle fasi del giorno. Il tempo senza tempo scandisce l'attesa del rito e della ritualità come momento di confronto. Ci sono qui alcune persone che crescono a fronte delle relazioni che vivono. Il tradimento è uno dei momenti cardine delle proprie ammissioni di colpa. L'attesa della commemorazione riafferma l'importanza dei rapporti tra i fratelli. La famiglia è valore forte. Il regista snoda il racconto con onestà intellettuale, disegna la solitudine, la modernità, una costante di palpitazione, dolore e bellezza, l'omaggio ai defunti come sublimazione, nel rimpianto di non poter dare né fare di più. Ben realizzato e commentato da musiche appropriate, il film si offre come quadro palpitante di un Paese lontano, dove i sentimenti sono quelli di tutto il mondo ma filtrati da altri approcci, altri accostamenti. La donna, la maternità, la differenza tra una religione di rivelazione e un senso religioso della redenzione personale: temi profondi non sempre facili da decifrare ma meritevoli di attenzione. Dal punto di vista pastorale, il film, proponendosi come un'occasione importante di conoscenza e di confronto culturale, é da valutare come accettabile, sia pure con riserve per alcuni passaggi un po' forzati ed ambigui soprattutto nel rapporto fratello-sorella, e complesso per i temi e per il suo stile certo non abituale. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, con preferenza per un pubblico adulto e ben motivato. Da recuperare in proiezioni mirate, come esempio di un cinema che si fa veicolo di identità sociale e culturale.

Le altre valutazioni

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