SOUL KITCHEN

Valutazione
Brillante, Consigliabile
Tematica
Cibo, Famiglia - fratelli sorelle, Gangster, Rapporto tra culture
Genere
Grottesco
Regia
Fatih Akin
Durata
99'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Germania
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
brani di autori vari con la supervisione di Klaus Maeck, Pia Hoffmann
Montaggio
Andrew Bird

Orig.: Germania (2009) - Sogg. e scenegg.: Fatih Akin, Adam Bousdoukos - Fotogr.(Panoramica/a colori): Rainer Klausmann - Mus.: brani di autori vari con la supervisione di Klaus Maeck, Pia Hoffmann - Montagg.: Andrew Bird - Dur.: 99' - Produz.: Fatih Akin, Klaus Maeck.

Interpreti e ruoli

Adam Bousdoukos (Zinos Kazantsakis), Moritz Bleibtreu (Illias Kazantsakis), Birol Unel (Shayn Weiss), Anna Bederke (Lucia Faust), Pheline Roggan (Nadine Kruger), Lucas Gregorowicz (Lutz), Dorka Gryllus (Anna Mondstein), Wotan Wilke Mohring (Thomas Neumann), Demir Gokgol (Sokrates), Catrin Striebeck (mrs. Schuster), Julia Wachsmann . (Tanja)

Soggetto

Ad Amburgo Zinos, giovane proprietario del ristorante "Soul Kitchen", é in un periodo sfortunato: Nadine, la sua ragazza, si è trasferita per lavoro a Shanghai, i clienti abituali boicottano la cucina del nuovo chef e all'improvviso lo assale un terribile mal di schiena. Il fratello Illias, appena uscito dal carere, gli chiede un lavoro per dimostrare di meritare la libertà vigilata. Zinos, deciso a volare da Nadine, gli lascia il locale, che però Illias si gioca a carte, finendo nelle mani di un losco agente immobiliare. E a questo punto nel ristorante arriva anche il controllo della polizia tributaria. Tra debiti e multe da pagare, Zinos, saputo che Nadine è tornata ad Amburgo, la raggiunge e si riappacifica con lei. Forse le cose potranno risolversi.

Valutazione Pastorale

Fatih Akin nasce ad Amburgo nel 1973 da una coppia di immigrati turchi. Si fa conoscere nel 2003 con "La sposa turca", che vince l'Orso d'oro al festival di Berlino. Nel 2007 anche "Ai confini del paradiso" riceve numerosi premi e conferma il suo valore. Si tratta di due titoli incentrati sul versante decisamente drammatico. Qui invece Akin cambia decisamente rotta. Ha detto in proposito: "Volevo riprendermi(...) un lavoro che mi ricordasse che la vita non è fatta solo di dolore e introspezione(...) volevo realizzarlo prima che diventasse troppo tardi perché fosse credibile". L'obiettivo appare del tutto raggiunto. Il copione é bizzarro e sfrenato, il ritmo incalzante, c'è un umorismo che spesso entra nella lente del grottesco, e permette al regista qualche velenosa notazione su cattive abitudini, eccessi, esagerazioni tra Amburgo e dintorni. Ne esce una commedia sfrontata e ironica per un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e brillante. .

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e in seguito come esempio di commedia europea intrisa di varie culture e suggestioni. Per certi passaggi un po' sopra le righe, attenzione é da tenere per minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD

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