SPARA CHE TI PASSA

Valutazione
Inaccettabile, Crudo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Carlos Saura
Durata
106' – Co
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Spagna
Titolo Originale
DISPARA!
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Carlos Saura, Enzo Monteleone tratto dal racconto "Spara che ti passa" di Giorgio Scerbanenco
Musiche
Alberto Iglesias
Montaggio
Juan Ignacio San Mateo

Sogg.: tratto dal racconto "Spara che ti passa" di Giorgio Scerbanenco - Scenegg.: Carlos Saura, Enzo Monteleone - Fotogr.: (scope/a colori) Francisco Javier Aguirreserobe - Mus.: Alberto Iglesias - Montagg.: Juan Ignacio San Mateo - Dur.: 106' – Co-Produz.: Arco Films, Madrid; Metrofilm, Roma - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Francesca Neri (Anna), Antonio Banderas (Marcos), Lali Ramon, Walter Vidarte, Chema Mazo, Coque Maya, Achero Manas, Rodriguo Valverde, Alessandro Grassini, Corrado Bonora, Danilo Macaggi

Soggetto

in un circo di passaggio a Madrid, il giornalista Marcos pensa di intervistare per un reportage Anna, bella e giovane cavallerizza, che in corsa spara a palloncini colorati. La donna che lo ha affascinato è italiana per nascita e vive sola in una roulotte. Lei accetta una corte che dovrà essere breve (dopo due o tre giorni il circo partirà) e una sera Marcos va a Barcellona per un servizio. Per la ragazza sarà una notte di terrore: tre bulli entrano nella roulotte e a turno la seviziano e violentano brutalmente. All'alba ed ancora in stato di choc, Anna rintraccia l'officina meccanica dove i tre sono al lavoro e freddamente li uccide uno dopo l'altro. Benchè colpita – per la violenza subìta – da una forte emorragia, Anna in fuga è fermata dalla polizia su di una strada di campagna: uccide un agente e colpisce gravemente il compagno di questi. Un bambino in bicicletta la fa riparare nella casetta rustica dei suoi genitori. Mentre la televisione abbonda in notizie e immagini sull'accaduto, Anna, arma alla mano e sempre perdendo sangue, sequestra la malcapitata famigliola. La polizia in forze assedia il suo rifugio, intimando un ultimatum per salvare gli ostaggi. Tornato da Barcellona, Marco – che ha trovato un convulso messaggio di aiuto nella segreteria telefonica di Anna e ha visto inorridito la televisione – si precipita in automobile con un collega da lei. Ma, ottenuto il permesso di entrare nella casa e di persuaderla a consegnarsi, non potrà stringere fra le braccia che una creatura smarrita, piangente e moribonda.

Valutazione Pastorale

firmato da un regista creativo e di successo come Carlos Saura, il film è molto lento e tutto sommato inutile. Vive in esso il solo aspetto sentimentale. La vicenda è di una violenza più che brutale ed in essa la ragazza umiliata, stuprata e braccata manifesta la sua dura reazione, che trova alcune non infondate motivazioni. Ma Anna si trascina dietro oltre allo choc una scia di sangue e non può che andare incontro alla morte. Storia amara e cruda, una di quelle però – e sono tanti i film che la prendono a pretesto – in cui vi è sempre il rischio di stimolare negli spettatori l'idea funesta del farsi giustizia da soli. Con il che – a parte la scena dello stupro con taluni esasperati dettagli – il film di Saura non può essere che inaccettabile.

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