STAGE BEAUTY

Valutazione
Discutibile, Problematico, dibattiti***
Tematica
Storia, Teatro
Genere
Drammatico
Regia
Richard Eyre
Durata
110'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Stage beauty
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Jeffrey Hatcher tratto dal testo teatrale "Complete Female Stage Beauty" di Jeffrey Hatcher
Musiche
George Fenton
Montaggio
Tariq Anwar

Orig.: Gran Bretagna (2004) - Sogg.: tratto dal testo teatrale "Complete Female Stage Beauty" di Jeffrey Hatcher - Scenegg.: Jeffrey Hatcher - Fotogr.(Scope/a colori): Andrew Dunn - Mus.: George Fenton - Montagg.: Tariq Anwar - Dur.: 110' - Produz.: Robert De Niro, Hardy Justice, Jane Rosenthal.

Interpreti e ruoli

Billy Crudrup (Ned Kinaston), Claire Danes (Maria), Rupert Everett (re Carlo II), Tom Wilkinson (Betterton), Zoe Tapper (Nell Gwynn), Richard Griffiths (sir Charles Sedley), Ben Chaplin (George Villiars), Hugh Bonneville ( duca di Buckingham), Edward Fox (Samuel Pepys), (sir Edward Hyde)

Soggetto

Londra 1660. Edward "Ned" Kynaston é il più celebrato attore del momento soprattutto per la bravura nell'interpretare (com'è obbligo) i personaggi femminili. In quell'anno però Re Carlo II, sollecitato da una spigliata amante, decide che è il momento di cambiare e emana la legge che impone di fare interpretare a donne tutti i personaggi femminili. La notizia procura insperata gioia a Maria, giovane assistente di Ned, che può finalmente presentarsi ad un provino, essere accolta nella compagnia e prepararsi al debutto. La stessa notizia però getta nello sconforto Ned che, al contrario, vede stroncata la propria carriera. Maria, che lo ha sempre ammirato, cerca di convincerlo a non rassegnarsi e, soprattutto, a riacquistare il proprio ruolo di uomo, ossia di interprete naturale di personaggi maschili. Ned deve fare forza su se stesso per cambiare totalmente l'atteggiamento. Finalmente, quando va in scena la nuova versione dell'"Otello", c'é Maria nei panni di Desdemona e Ned in quelli del Moro. Alla presenza del Re, il coinvolgimento é forte, e la commozione è tanta. Grande successo e, dopo, i due si chiedono: "Chi sei?"; "Non lo so".

Valutazione Pastorale

In mezzo ad eventi di contorno tutti inventati e tratti da un testo teatrale di successo, il punto di riferimento vero è il 1660. In quell'anno il Re ordinò di compiere quel passo che, si può dire, cambiò la storia del teatro di prosa. Va detto che il copione ricostruisce con grande attendibilità le atmosfere del periodo, i costumi, gli atteggiamenti (con un Re ovviamente un po' caricaturale) e che, una volta messa a punto la cornice storica, il nodo centrale diventa quello del rapporto tra teatro e vita: o meglio della 'credibilità' del teatro, della sua capacità di farsi accettare dallo spettatore. Scavando a fondo nella 'costruzione' di una messa in scena, il film delinea il ruolo centrale dell'attore, il passaggio della rinuncia a se stesso a favore del personaggio: e, in questo caso, da maschio a femmina. Ecco allora che Ned è messo di fronte alla necessità di riappropriarsi della propria identità come uomo, per poi trasferirla di nuovo in personaggi stavolta maschili. Il cinema allora smonta i meccanismi del palcoscenico per denunciare la prassi del travestimento, per dire che il teatro (ma anche il cinema) può aspirare a raggiungere la verità (Desdemona è morta davvero in scena?) quando rinuncia all'artificio, al non vero programmatico. Una robusta costruzione psicologica sorregge la regia, soltanto più evanescente in alcuni passaggi con accenni di scabrosità varie. Film comunque pregevole che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori. Da recuperare nell'ambito dei rapporti cinema/teatro. Stessa cura per i minori è da tenere anche in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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