STORIA D’INVERNO

Valutazione
Consigliabile, semplice
Tematica
Famiglia, Male, Morte, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Akiva Goldsman
Durata
113'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Winter's Tale
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Akiva Goldsman tratto dal romanzo omonimo di Mark Helprin
Musiche
Hans Zimmer
Montaggio
Wayne Wahrman, Tim Squyres

Orig.: Stati Uniti (2013) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Mark Helprin - Scenegg.: Akiva Goldsman - Fotogr.(Scope/a colori): Caleb Deschanel - Mus.: Hans Zimmer - Montagg.: Wayne Wahrman, Tim Squyres - Dur.: 113' - Produz.: Akiva Goldman, Marc Platt, Michael Tadross, Tony Allard.

Interpreti e ruoli

Colin Farrell (Peter Lake), Jessica Brown Findlay (Beverly Penn), Jennifer Connelly (Virginia Gamely), Russell Crowe (Pearly Soames), William Hurt (Isaac Penn), Eva Marie Saint (Willa adulta), Mckayla Twiggs Willa piccola) (Abby), Ripley Sobo .

Soggetto

New York, due momenti distinti, separati da un secolo: prima agli inizi del Novecento, poi oggi, 2014. A tenere insieme i passaggi, ecco Peter Lake, un abilissimo ladro che, mentre cerca di sfuggire alla caccia cui lo sottopone il suo ex mentore, il demoniaco Pearly Soames, entra in una grande casa dove conosce Beverly Penn, una giovane di cui si innamora perdutamente. Ma lei soffre di una forma inesorabile di consunzione ed è destinata a morire in breve tempo. Cento anni dopo, Peter incontra per caso Virginia, una giornalista che l'aiuta a ritrovare l'anziana Willa, sorella piccola di Beverly. Virginia ha una figlia a sua volta affetta da un tumore...

Valutazione Pastorale

Nel 2002 Akiva Goldsman, partendo da un libro di Sylvia Nasur, ha scritto la sceneggiatura di "A beautiful mind". Ha vinto il premio Oscar e il film ha ricevuto altre tre statuette come miglior film, migliore regia, migliore attrice non protagonista. Dopo un decennio Goldsman esordisce nella regia, partendo anche stavolta da un romanzo, scritto da Mark Helprin. Un librone di circa 800 pagine sul quale "ho lavorato -dice Goldsman- distillando quello che mi ha emozionato di più, fino a farlo diventare la struttura base della scrittura". Il risultato è abbastanza deludente. La regia sceglie di creare atmosfere cariche di un formalismo espressivo che riduce molto la spontaneità del racconto. Le buone intenzioni restano indubbie, ma a sembrare un po' fuori tono è la sensazione di un rapporto tra realtà, invenzione, sentimentalismo, malattia a lungo andare eccessivo e posticcio, culminante nel personaggio Peter, un centenario ancora giovane, e in un cavallo bianco che all'improvviso mette le ali e vola sui grattecieli di New York. Ne deriva un romanticismo stonato tra spiritualismo e venti di new age nel rapporto vita/morte. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come consigliabile nell'insieme semplice.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria come prodotto bi bella confezione ma dallo svolgimento un po' incerto.

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