THE AVIATOR

Valutazione
Accettabile, problematico**
Tematica
Cinema nel cinema, Malattia, Psicologia, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Martin Scorsese
Durata
165'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Aviator
Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Howard Shore
Montaggio
Thelma Schoonmaker

Orig.: Stati Uniti (2004) - Sogg. e scenegg.: John Logan - Fotogr.(Scope/a colori): Robert Richardson - Mus.: Howard Shore - Montagg.: Thelma Schoonmaker - Dur.: 165' - Produz.: Michael Mann, Sandy Climan, Graham King, Charles Evans jr.

Interpreti e ruoli

Leonardo Di Caprio (Howard Hughes), Cate Blanchett (Katherine Hepburn), Kate Beckinsale (Ava Gardner), John C.Reilly (Noah Dietrich), Alec Baldwin (Juan Trippe), Alan Alda (senatore Ralph Owen Brewster), Ian Holm (prof. Fitz), Danny Huston (Jack Frye), Gwen Stefani (Jean Harlow), Jude Law (Errol Flynn), Kelli Garner (Faith Domergue), Willem Dafoe (Roland Sweet)

Soggetto

Sul finire degli anni Venti a Hollywood il giovane Howard Hughes decide di usare la fortuna ereditata dal padre per girare un film sulla prima guerra mondiale. Si tratta di "Angeli dell'inferno", che si caratterizza per avere il più grande budget della storia del cinema e per le innovative tecniche usate nelle riprese delle sequenze aeree. Più del cinema però Hughes è attratto proprio dagli aerei e dalla velocità. Fondata la Hughes Aircraft Company e diventato celebre pilota al pari di Charles Lindberg, Hughes negli anni '30 prende il controllo della linea aerea TWA, pensa a nuovi tipi di apparecchi ed elabora progetti per costruire l'Hercules, l'aereo più grande del mondo. Questo super attivismo lo porta a scontrarsi con la concorrenza e con il potere politico. Messo sotto accusa dal Congresso, si difende con efficacia. Alla fine della seconda guerra mondiale però, le fobie che lo avevano accompagnato per tutta la vita cominciano ad avere la prevalenza sul suo carattere. Quando il 6 agosto 1947 l'Hercules decolla, Hughes è chiuso nella stanza di un manicomio.

Valutazione Pastorale

Leonardo Di Caprio, che ha fortemente voluto interpretare il personaggio e si è anche impegnato sul piano produttivo, dice che: "Probabilmente Hughes é una delle figure più rappresentative e misteriose del XX secolo...Ci sono tanti aspetti che lo rendono un personaggio affascinante...Era un sognatore, un visionario eppure, malgrado tutti i successi ottenuti come industriale, pioniere dell'aviazione, produttore e regista, alla fine della giornata si sentiva solo". Certamente Scorsese si è accostato a questa figura per farne un nuovo prototipo dei protagonisti del sogno americano, tra luci e ombre, vitalità, capacità creativa, ma anche insicurezza, insoddisfazione per i traguardi raggiunti. E poi le fobie, quella sindrome ossessivo-compulsiva che non lo ha mai lasciato. Scorsese voleva farne un personaggio da tragedia greca in preda a forti sentimenti schiacciato da logiche inesorabili. Ci è riuscito solo in parte. Incisivo, trascinante, nitido nella costruzione delle immagini, il racconto è meno azzeccato sotto il profilo della sceneggiatura: troppo lungo e non sempre motivato. Quando si vorrebbe sapere di più sulla malattia del protagonista, il racconto finisce. Resta naturalmente la puntigliosa ricostruzione della Hollywood anni '30 a dare respiro ad un film incompleto ma bello che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con qualche attenzione per la presenza dei più piccoli.

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