THE CORPORATION

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Lavoro, Libertà, Mass-media, Politica-Società, Povertà-Emarginazione
Genere
Documentario
Regia
Jennifer Abbott, Mark Achbar
Durata
145'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Canada
Titolo Originale
The Corporation
Distribuzione
Fandango
Soggetto e Sceneggiatura
Joel Bakan, Harold Crooks, Mark Achbar Joel Bakan dal proprio libro "The Corporation: la patologica ricerca del potere e del profitto"
Musiche
Leonard J.Paul
Montaggio
Jennifer Abbott

Orig.: Canada (2003) - Sogg.: Joel Bakan dal proprio libro "The Corporation: la patologica ricerca del potere e del profitto" - Scenegg.: Joel Bakan, Harold Crooks, Mark Achbar - Fotogr.(Panoramica/a colori e B&N): Mark Achbar, Rolf Cutts, Jeff Koffman, Kirk Tougas - Mus.: Leonard J.Paul - Montagg.: Jennifer Abbott - Dur.: 145' - Produz.: Mark Achbar, Bart Simpson.

Soggetto

La nascita, il ruolo, le strategie delle 'corporation', ossia le multinazionali, nello sviluppo dell'economia mondiale sono affrontate attraverso una serie di capitoli intitolati: Le origini; Precedenti storici; La patologia del commercio; Inclinazione mentale; Questioni di confine; Preparazioni di base; Gestione della percezione; Una celebrazione privata; Il trionfo dell'esca; Far avanzare il fronte; Scompaginare i conti; Piano d'espansione; Acquisizioni ostili; Democrazia a responsabilità limitata; Psicoterapie; La prognosi.

Valutazione Pastorale

Di produzione canadese, il documentario si pone l'obiettivo di radiografare le 'corporation', ossia quelle società di capitale alle quali la legge statunitense riconobbe, alla fine dell'Ottocento lo statuto legale di 'persone'. Dalla nascita attraverso tutto il ventesimo secolo si segue il lento ma inesorabile aumento di potere di 'marchi' divenuti per il cittadino abituali e familiari (Microsoft, IBM, Shell, McDonald...), si ripercorre l'intrecciarsi della loro storia con quella delle Nazioni, delle tragiche guerre mondiali, delle scelte politiche e sociali dei governi. La conclusione che il grande capitale condizioni la vita di tante popolazioni, di fatto creando bisogni superflui, veicolando messaggi massmediali arbitrari e non lasciando libertà di scelta attraversa tutto il lungo lavoro dei due registi canadesi. Detto che in effetti 145' rappresentano una durata superiore alle capacità di assorbimento dello spettatore medio (ma perché é stata scelta?), va aggiunto che accenni di pre-giudizio vanno, nel racconto e nel testo, di pari passo con l'indubbio valore della segnalazione di storture e condizionamenti. Se infatti purtroppo la presenza di alcuni interventi, quale quello di Michael Moore, appare animata da una unilateralità che danneggia la denuncia, la riflessione resta aperta più che mai sui temi forti della sostenibilità dello sviluppo, sulla salute dei cittadini, sui beni da mettere in comune, sulle pari opportunità per tutti di crescere e migliorarsi. Argomenti del resto che la dottrina sociale della Chiesa ritiene fondanti e necessari per il rispetto dell'uomo e della donna nella loro pienezza civile e spirituale. Dal punto di vista pastorale quindi il film é da valutare come accettabile, certo problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: più che per la programmazione ordinaria, il film si indirizza per occasioni mirate come avvio ad una riflessione sui molti temi che propone, anche con il supporto di ulteriori contributi e testimonianze.

Le altre valutazioni

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