THE HURT LOCKER

Valutazione
Accettabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Guerra
Genere
Bellico-drammatico
Regia
Kathryn Bigelow
Durata
131'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Stati Uniti
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
Marco Beltrami, Buck Sanders
Montaggio
Bob Murawski, Chris Innis

Orig.: Stati Uniti (2008) - Sogg. e scenegg.: Mark Boal - Fotogr.(Panoramica/a colori): Barry Ackroyd - Mus.: Marco Beltrami, Buck Sanders - Montagg.: Bob Murawski, Chris Innis - Dur.: 131' - Produz.: Kathryn Bigelow, Mark Boal, Nicolas Chartier, Greg Shapiro.

Interpreti e ruoli

Jeremy Renner (serg. William James), Anthony Mackie . (serg. JT Sanborn), Brian Geraghty (Owen Eldridge), Guy Pearce (serg. Matt Thompson), Ralph Fiennes (caposquadra mercenari), David Morse (col. Reed), Evangeline Lilly (Connie James), Christian Camargo (col. John Cambridge), Christopher Sayegh . (Beckham)

Soggetto

Guerra in Iraq, americani in prima linea, ancora una volta. Come sempre. Non però l'esercito principale, ma una unità speciale di soldati con il compito forse più pericoloso: disinnescare le bombe nel mezzo dell'azione. Al comando di questo reparto c'è il sergente William James, uno che non si ferma davanti ad alcun pericolo. Affrontare le mine é la sua arte, anche in situazioni impossibili, anche quando sono addosso a civili inermi, ridotti a possibili kamikaze. Quando c'è il ritorno a casa, la vita appare come vuota.

Valutazione Pastorale

Presentato in concorso a Venezia 2008, "The Hurt Locker" segna il ritorno dietro la m.d.p. di Katherine Bigelow sei anni dopo "K-19" (ugualmente al Lido nel 2002). Forse meno bello di "Point Break" (1991) e di "Strange days" (1995), ma all'insegna certo di una ritrovata carica vitale, narrativa e espressiva. Il copione, scritto da Marc Boal che a lungo ha seguito sul campo una unità di quel tipo, non vuole evidenziare eccessi, errori, prepotenze, inutilità del conflitto, ma puntare piuttosto sulla guerra come 'droga', come 'mestiere' che ti entra sotto la pelle e non ti lascia più. La regia incalza l'azione e la inserisce in una dimensione esistenziale logorante e dilaniata: i nervi restano a fior di pelle, e tutto il resto (figli, famiglia, casa) fatica a trovare il giusto spazio. Psicologicamente ben tratteggiato nel suo mettersi comunque dalla parte dell'uomo/donna e della loro difficile ricerca di equilibrio, il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza dei minori. Da recuperare anche per la sua originalità all'interno del filone 'cinema di guerra'. Da evitare la presenza di piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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