TILAI **

Valutazione
Accettabile-riserve, Complesso
Tematica
Rapporto tra culture
Genere
Drammatico
Regia
Idrissa Ouedraogo
Durata
83'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Burkina Faso
Titolo Originale
TILAI
Distribuzione
Lucky Red Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Idrissa Ouedraogo
Musiche
Abdullah Ibrahim

Sogg. e Scenegg.: Idrissa Ouedraogo - Fotogr.: (normale/a colori) Jean Monsigny, Pierre Laurent Chenieux - Mus.: Abdullah Ibrahim - Mont: Luc Barnier - Dur.: 83' - Co-Produz.: Le Film de l'avenir, Burkina Faso - Waka Films, Suisse - Rhea Films, France

Interpreti e ruoli

Rasmané Ouedraogo (Saga), Ina Cisse (Nogma), Roukiejou Barry (Kuilga), Assane Ouedraogo (Kougri), Sibidoti Sidibe (Poko), Moumouni Ouedraogo (Tenga), Mariam Barry (Bore), Seydou Ouedraogo, Mariam Ouedraogo, Daouda Porgo, Kogre Warma, Mamadou Ganarne

Soggetto

in un piccolo villaggio del Burkina Faso, ancora retto dalle dure leggi tribali, torna Saga, un uomo ancora giovane che è stato assente due anni, per ritrovare la propria fidanzata, Nogma. Costei, nel frattempo, è stata costretta a diventare la seconda moglie del padre di lui, e ora i due giovani, che si amano ancora, sono separati per sempre, perché, secondo la legge, un rapporto fra loro sarebbe, oltre che adultero, anche incestuoso. Saga, che si sente tradito da tutti, non vuole accettare questa situazione, come il padre gli ordina, e si costruisce, con l'aiuto del fratello minore, Kougri, una capanna poco lontana dal villaggio, dove presto Nogma, con l'aiuto della sorella Kuilga, va a raggiungerlo di nascosto: i due si amano, finché vengono scoperti. L'incestuoso Saga viene condannato a morte, secondo la legge, e suo fratello viene scelto dalla sorte per ucciderlo. Ma Kougri, incapace di uccidere Saga, finge di averlo fatto, e lo lascia fuggire, col patto che egli non ritorni mai al villaggio, dove sarà creduto morto da tutti. Saga va a vivere con una zia, che lo ama molto, mentre Nogma è scacciata dal padre, che si impicca, perché disonorato da lei. Intanto Kougri, pur totalmente tormentato dal rimorso di non aver ucciso Saga, avverte Nogma che il suo amato è vivo: la donna lo raggiunge presso la compiacente zia, alla quale viene presentato come moglie del nipote. I due innamorati trascorrono un periodo felice allietato dalla gravidanza di Nogma. Avvertito che sua madre è morente, Saga, senza pensare alle conseguenze, parte per rivederla, inseguito da Nogma, distanziata a motivo della gravidanza. Saga arriva al proprio villaggio nel momento in cui si svolge il funerale della genitrice. La sua presenza disonora Kougri davanti a tutti, e questi è perciò costretto ad uccidere subito il fratello, dopo averlo rimproverato di aver mancato al patto di non tornare mai. Mentre Saga giace sul cadavere della madre, anche Nogma giunge al villaggio, e Kougri, vedendola di lontano, la evita. Certo anche per lei ci sarà una dura punizione.

Valutazione Pastorale

questa vicenda drammatica, somigliante negli avvenimenti a quelli di una tragedia classica, è ambientata in un villaggio africano, dove è assente qualunque presenza o influenza dei bianchi. In questa civiltà la legge dell'onore è sacra e inviolabile e domina la popolazione, che vive assai poveramente: in questa storia la legge viene violata più volte, e sempre dai giovani, che non sembrano disposti a subirla. Anche il regista, che pure mostra come il singolo individuo resti sconfitto, se si oppone alla tradizione, esprime contro tali usanze una chiara condanna, e appoggia la ribellione dei suoi giovani personaggi. Tutto il dramma è narrato con un tono pacato e quasi distaccato, che gli dà molto vigore. La fotografia, le luci, i colori dei paesaggi e la naturalezza degli attori rendono questo film affascinante. La trama presenta elementi positivi, insieme a qualche situazione, che richiede delle riserve.

Le altre valutazioni

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