TRACCE DI VITA AMOROSA *

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Psicologia
Genere
Commedia
Regia
Peter Del Monte
Durata
102'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
TRACCE DI VITA AMOROSA
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Peter Del Monte, Giuseppe Manfridi, Alessandra Vanzi Peter Del Monte, Claudio Piersanti
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Simona Paggi

Sogg.: Peter Del Monte, Claudio Piersanti - Scenegg.: Peter Del Monte, Giuseppe Manfridi, Alessandra Vanzi - Fotogr.: (normale/a colori) Alessandro Pesci - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Simona Paggi - Dur.: 102' - Prod. Aura Film, Rai Uno

Soggetto

diversi episodi, anzi tracce o spunti, che si richiamano al mondo dell'attrazione o degli affetti: un bimbetto, geloso del fratellino appena nato e pronto per questo a far soffrire la mamma; un adolescente che si limita a intrattenere solo sguardi pietosi con una ragazza sbandata, violentata a turno da due teppistelli in un vagone merci; una fidanzata che rifiuta di prendere in affitto un modesto alloggio, solo perché vi ha scoperto lettere e fotografie concernenti un amore sfortunato; una coppia rissosa, sempre in altalena fra amore e odio; una giovane moglie che pianta il marito che l'adora e il bambino, murata nel mutismo e senza il minimo perché; l'enfatica lezione sull'Amore, fatta in una classe di giovanissimi da un colto professore, pronto a sequestrare (con espulsione del colpevole) un tenero messaggio di questi a una compagna; una giovane donna che segue un anziano signore nel quale batte il cuore trapiantato del fidanzato morto; l'esercizio acrobatico e pericoloso di un ragazzetto in onore di una bambina che sta guardando un altro; l'amore per una donna, assurdamente proclamato con lo spray da un uomo di affari milanese sul muro di cinta della casa romana dove lei abita; le fantasie erotiche di una coppia di sconosciuti in treno; l'improvviso, silenzioso abbraccio di un maturo manager con una non più giovanissima segretaria, fra i dati del bilancio e la routine quotidiana; la curiosità di una signora per un taccheggiatore all'opera in un grande magazzino, che la coinvolge arditamente e la rende involontaria complice nel furto di articoli vari: un vecchio ospedalizzato che, di notte, scappa nudo pur di tornare a casa.

Valutazione Pastorale

si tratta di proposito - e neppure in ogni esempio propostoci - di episodi, di momenti e segnali (tracce, appunto) che da sentimenti e comportamenti dell'Amore traggono ispirazione. A parte, infatti, la scena che si svolge nel grande magazzino, rapida divertente sotto lo sguardo di una Stefania Sandrelli incuriosita e poi involontaria complice del taccheggiatore, negli altri episodi Del Monte arpeggia sul piano emotivo e della sensibilità. C'è molta finezza, un deciso rifiuto del melodrammatico, una attenta interpretazione del quotidiano. I personaggi (ottimamente scelti ed egregiamente guidati) sono colti nei vari riflessi psicologici e con un realismo scevro di banalità. Loro e le loro storie, anche le più gracili, sembrano legate come da un filo di malinconia, che si colora a tratti di tenerezza, di pena, con qualche venatura di disincanto. Anche se mancano l'impianto e le nervature di un tessuto drammatico unitario attorno ad una vera storia, questo "collage" di vicende e di momenti precari ha il suo fascino ed è trattato con indubbio garbo. È squisita, ad esempio, la validità e compiutezza dell'episodio, in cui la futura sposa rifiuta l'alloggio che ospitò un amore infelice. Pochi cenni, ma la scrittura è ottima. Altre volte, invece, lo spunto rimane irrisolto nel dubbio (la moglie troppo silenziosa che se ne va da casa, forse per suicidarsi), oppure il motivo risulta troppo esiguo e rapido; oppure è forte la carica letteraria, là dove un certo patetismo rischia il sopravvento (il cuore trapiantato che batte nel petto di un anziano sconosciuto). A furia di segmenti narrativi, di sguardi eloquenti e di espressivi silenzi, il film non convince pienamente rivelandosi spesso un po' languoroso e stanco. I dialoghi sono tuttavia assai curati, non ci sono sciatterie, le singole caratterizzazioni appaiono felicemente disegnate. La classifica di discutibilità è addebitabile all'episodio ferroviario, dove l'iniziale scambio di sguardi si trasforma in un rapido e furioso rapporto, complici un tunnel ed un carro postale.

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