ULTRÀ **

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Giovani
Genere
Drammatico
Regia
Ricky Tognazzi
Durata
92'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
ULTRÀ
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Graziano Diana, Simona Izzo, Giuseppe Manfredi Simona Izzo, Graziano Diana, Ricky Tognazzi
Musiche
Antonello Venditti
Montaggio
Carla Simoncelli

Sogg.: Simona Izzo, Graziano Diana, Ricky Tognazzi - Scenegg.: Graziano Diana, Simona Izzo, Giuseppe Manfredi - Fotogr.: (panoramica/a colori) Alessio Gelsini - Mus.: Antonello Venditti - Montagg.: Carla Simoncelli - Dur.: 92' - Produz.: Numero uno International, Rai Due

Interpreti e ruoli

Claudio Amendola (Principe), Ricky Memphis (Red), Alessandro Tiberi (Fabio), Giuppy Izzo (Cinzia), Fabrizio Vidale (Smilzo), Gianmarco Tognazzi (Ciafretta), Antonello Morroni (Teschio), Michele Comparino, Fabrizio Franceschi, Rrum De Nicola

Soggetto

il venticinquenne Luca, soprannominato Principe, capo dei più scatenati ultrà romanisti, dopo due anni trascorsi in carcere per un episodio di violenza, torna in libertà alla vigilia di una partita di calcio tra la squadra della Roma contro quella della Juventus. Egli intuisce che molte cose, durante la sua assenza, sono cambiate, anche se Red, il suo migliore amico, e Cinzia, che era la sua ragazza, non trovano il coraggio di dirgli che si amano e hanno progettato di trasferirsi insieme a Terni, dove sperano di trovare lavoro. Il gruppo degli ultrà parte per Torino, e Red accetta di condurre con sé Fabio, il fratellino undicenne di Cinzia, appassionato tifoso. Durante la notte, trascorsa in treno, affiorano spesso gli attriti latenti fra Principe e Red. Poiché Principe si vanta insistentemente davanti all'amico degli ardenti rapporti amorosi, che dice di aver avuto con Cinzia e alcuni amici alludono al probabile trasferimento di Red a Terni, questi trova finalmente il coraggio di confessare a Principe la verità. La mattina seguente, giungendo a Torino, gli ultrà romanisti sono accolti da una sassaiola, prima ancora di scendere dal treno, e trovano alla stazione la polizia e gli ultrà avversari, coi quali scoppiano subito tafferugli, che causano lunghi accertamenti in questura, in modo che i romanisti giungono allo stadio quando la partita è già iniziata. Subito nei locali dei gabinetti scoppia la battaglia coi rivali. Durante un duro corpo a corpo con un nemico, Principe ferisce incidentalmente col proprio coltello lo Smilzo, un buon ragazzo timido e infantile che era accorso in suo aiuto, e il ragazzo muore poco dopo fra le braccia di Red, il quale accusa, davanti agli amici, Luca d'essere colpevole di quella morte. Ma Principe nega la sua responsabilità, e, divelti alcuni tubi, per usarli come spranghe, guida i più scalmanati alla vendetta.

Valutazione Pastorale

Ricky Tognazzi ha realizzato un film realistico e ben riuscito, dimostrando di avere ottime qualità di regista, sia nella costruzione del dramma che nella guida degli attori, fra i quali spiccano particolarmente Claudio Amendola, che interpreta il ruolo di Principe, mettendone in luce il carattere complesso e violento, e Ricky Memphis, che è un credibile Red. Nella vicenda appare evidente la denuncia della violenza degli ultrà, giovani emarginati, che vivono la loro maniacale passione per la squadra di calcio ai limiti della follia, come rivalsa per molte frustrazioni, provate sia nel contesto sociale che in quello familiare. Il personaggio di Red, che si ravvede in tempo, e decide di abbandonare gli ultrà, per cercarsi un lavoro altrove e vivere una vita modesta e tranquilla, come vuole Cinzia, è l'elemento positivo della storia, quello che dà una luce di speranza al quadro tristissimo di questo mondo giovanile. Un film, dunque, che presenta problemi drammatici e reali, senza indulgere a troppo facili effetti, e senza retorica. Il volgare linguaggio usato dai personaggi, è certamente sgradevole, ma purtroppo credibilmente realistico.

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