UN AMORE, UNA VITA, UNA SVOLTA

Valutazione
ambiguo, Discutibile, dibattiti
Tematica
Malattia
Genere
Drammatico
Regia
Martin Duffy
Durata
96'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The bumblebee flies anyway
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Jennifer Sarja tratto dal romanzo di Robert Carnier
Musiche
Christopher Tyng
Montaggio
Suzanne Pillsbury

Orig.: Stati Uniti (1998) - Sogg.: tratto dal romanzo di Robert Carnier - Scenegg.: Jennifer Sarja - Fotogr.(Normale/a colori): Stephen Kazmierski - Mus.: Christopher Tyng - Montagg.: Suzanne Pillsbury - Dur.: 96' - Produz.: Stephen Haft & Larry Meistrich.

Interpreti e ruoli

Elijah Wood (Barney Snow), Janeane Garofalo (dott.ssa Harriman), Rachel Leigh Cook (Cassie), Roger Rees, Joe Perrino

Soggetto

Il giovane Barney è in ospedale. Figlio unico di genitori morti, aveva un cancro alle ossa, poi regredito. La dottoressa Harriman gli dice che il suo caso è quello con cui prende il via il progetto Calambrone, uccello che vola anche quando non potrebbe. Barney è preso in un dilemma: se dimentica il proprio passato riesce a vivere, se lo ricorda muore. Nella stanza da letto in cui sta per morire un altro paziente, Berto, arrivano Cassie e Barney. Questi, dopo qualche indecisione, prende l'iniziativa, spinge il pedale della macchina, e l'amico sale verso il cielo. "Ce ne andremo insieme" - dice lui, ma non passa molto e Berto muore. Barney vorrebbe seguirlo, a sua volta buttandosi già dall'ospedale. Ma poi ci ripensa, scende e rientra in clinica. Cassie ora può andarlo a trovare con maggiore tranquillità.

Valutazione Pastorale

L'assunto è che il cancro non è un male solo fisico ma anche psichico, e il percorso da compiere sarebbe quello che dal 'sano', ossia dalla guarigione porta alla solidarietà con il malato. Il medico che osserva la malattia con distacco professionale viene in più momenti criticato e messo a nudo nella sua insufficienza. Va detto che la terapia (che viene applicata) consistente nel cancellare i ricordi non ha base scientifiche per poter essere applicata: servirebbe a guarire da una malattia somatica per far cadere il paziente in una psichica. Se la parte strettamente medica risulta abbastanza confusa, altri aspetti risultano più propositivi: quello della presenza della famiglia, il vicendevole scambio tra anima e corpo, l' accettazione del male non con rassegnazione ma con capacità reattive. Affrontando argomenti delicati e difficili, la vicenda non é sempre limpida in tutti suoi passaggi, ma in più punti trasmette autenticità e descrive stati d'animo seri e toccanti. La volontà di guarire e i ricordi sono un pretesto per qualche incursione nel poetico, a scapito della scienza, e questo crea un po'di enfasi. Ma i temi, appunto, restano importanti e, tra momenti riusciti e altri traballanti, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, ambiguo nel suo impianto generale, e adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film si rivolge a utilizzazioni mirate, come avvio alla discussione su temi di non poco conto, quali la malattia terminale, l'aiuto ai malati, il ruolo della medicina e della forza d'animo.

Le altre valutazioni

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