UNA FINESTRA NELLA NOTTE ***

Valutazione
Discutibile, Problematico, Dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Tom Moore
Durata
102'
Anno di uscita
1988
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
NIGHT, MOTHER
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Marsha Norman tratto dal dramma di Marsha Norman
Musiche
David Shire
Montaggio
Suzanne Pettit

Sogg.: tratto dal dramma di Marsha Norman - Scenegg.: Marsha Norman - Fotogr.: (panoramica/a colori) Stephen M. Katz - Mus.: David Shire - Montagg.: Suzanne Pettit - Dur.: 102' - Produz.: Aaron Spelling, Blackbird Prodins, Alan Greisman - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Sissy Spacek (Jessie Cates), Anne Bancroft (Thelma Cates), Ed Berke (Dawson Cates), Carol Robbins (Loretta Cates), Jennifer Roosenda (Melodie Cates), Michael Kenworthy (Kenny Cates), Sari Walker (Agnes Fletcher), Ciaire Malis (Centralinista)

Soggetto

due donne sole vivono in un modesto cottage di campagna in un'anonima città americana: Thelma Cates e sua figlia Jessie. La prima, vedova con un altro figlio Dawson sposato con Loretta con due bambini, ha poche amicizie e conduce una vita semplice senza grandi emozioni. La seconda, la giovane, epilettica dalla nascita con un matrimonio fallito alle spalle, un figlio adolescente sbandato, di una calma disarmante, è maniacale nel suo ossessivo mettere ogni cosa a posto in casa e nel suo rinchiudersi nella propria stanza per non vedere e non sentire nessuno. Ecco che improvvisamente Jessie annuncia alla madre che intende suicidarsi con la pistola del padre morto. Per Thelma è uno shock tremendo; dapprima non ci crede poi tenta di dissuaderla dal folle gesto, di scuoterla dalla sua apatia, di supplicarla di restare con lei. Inizia allora un angoscioso dialogo tra le due donne: Jessie che si sente fallita come donna, come moglie e come madre, odia ed ama sua madre, il fratello, la cognata, i nipoti. Rimpiange suo marito, compiange il suo disgraziato figlio: accusa la madre di non averla abbastanza amata, di non aver compreso il padre, di non averla curata a sufficienza. Si preoccupa di lasciare tutto in ordine affinchè dopo la sua "dipartita" la madre non abbia a trovarsi in difficoltà. La madre cerca di giustificarsi di fronte alla figlia affermando di aver fatto tutto in buona fede e tenta di far ragionare Jessie sull'assurdità del gesto che vuole compiere. Ma è tutto inutile, dopo un'estenuante e drammatica discussione Jessie si chiude in camera e mette in atto la sua sconsiderata decisione. A Thelma ormai spossata e delusa non resta altro che chiamare il figlio e la polizia.

Valutazione Pastorale

è un film pieno di pathos, altamente coinvolgente ed angoscioso dove il rapporto conflittuale tra le due protagoniste viene vissuto drammaticamente. I rancori, i risentimenti, le accuse, le insofferenze reciproche insieme al fortissimo bisogno di affetto e di comprensione che caratterizzano le due donne fanno sì che il film, strutturato su uno schema teatrale, avvinca dalla prima all'ultima sequenza senza alcuna caduta di ritmo. Le due attrici sono semplicemente straordinarie nella loro espressività agghiacciante priva di retorica o di forzature. Certamente con Jessie ci troviamo di fronte ad un caso clinico gravissimo, in cui il rifiuto netto della vita, dell'amore, della speranza è assolutamente negativo dal punto di vista umano e pastorale. Alla logica aberrante di Jessie si contrappone però in positivo la forza disperata della madre che da semplice donna qual'è, un po' egoista e un po' sciattona, tenta in ogni modo, per quanto è nelle sue possibilità, di farla desistere dal suo orrendo proposito. Il film si impone con la vicenda straziante di Jessie grazie ad un'abile ed intelligente sceneggiatura che mantiene intatta la suspense fino alla fine. È interessante notare l'acuto contrasto che c'è tra l'ovattato e tranquillo ambiente notturno fuori della villetta delle due donne e il tremendo dramma che esse vivono all'interno. Non c'è affatto compiacenza o approvazione da parte del regista che si limita a rappresentare in modo eccezionale un penoso caso da manuale per malattie mentali da un lato e un esempio di amore materno, di coraggio, di equilibrio e di umiltà dall'altro.

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