UOMINI UOMINI UOMINI

Valutazione
Inaccettabile, Squallido
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Christian De Sica
Durata
90'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
UOMINI UOMINI UOMINI
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Christian De Sica, Enrico Vanzina, Giovanni Veronesi Christian De Sica, Enrico Vanzina
Musiche
Manuel De Sica
Montaggio
Raimondo Crociani

Sogg.: Christian De Sica, Enrico Vanzina - Scenegg.: Christian De Sica, Enrico Vanzina, Giovanni Veronesi - Fotogr.: (panoramica/a colori) Gianlorenzo Battaglia - Mus.: Manuel De Sica - Montagg.: Raimondo Crociani - Dur.: 90' - Produz.: Aurelio De Laurentiis

Interpreti e ruoli

Christian De Sica (Vittorio), Massimo Ghini (Sandro), Leo Gullotta (Tony), Alessandro Haber (Dado), Monica Scattini (Simonetta), Paco Reconti (Luca), Paolo Conticini (Alex), Carlo Croccolo ., Stefano Urbani, Fabrizio Accordino, Paolo Gasparini, Giordana Gey, Lucia Guzzardi, Sofia Nicole

Soggetto

Vittorio, architetto, Sandro, produttore, Tony, sarto, e Dado, ortopedico, sono quattro amici omosessuali: si divertono assieme nei locali gay, ed hanno come confidente femminile Simonetta, una costumista non più giovanissima. Vittorio è sconvolto dal tradimento del giovane collega ed ex amante Alex, che ha deciso di sposare una ragazza, da cui attende un figlio. Tony, siciliano, deve affrontare inoltre la convivenza con la vecchia ed oppressiva madre, semiparalizzata e bisognosa di cure. Sandro, che ha scoperto tardi la sua diversità, separato dalla moglie, è alle prese con i problemi psicologici e scolastici del figlio adolescente, che adora ma al quale non osa dire la verità. Dado è il più cinico ed incattivito dei tre: non esita a "togliere" a Tony l'amichetto militare, e teme più d'ogni altro lo spettro dell'Aids. Mentre Vittorio affronta il matrimonio di Alex, spacciandosi per suo zio e regalandogli addirittura un appartamento, Sandro tenta invano di sedurre Luca, il giovane ispettore di produzione presentatogli da Simonetta, il quale, sottoposto a pesanti avance in una notte brava dai quattro amici decide di denunciarli, per poi ritrattare. La morte della madre getta Tony nella costernazione, ma ciò non gli impedisce di accettare le avance di un ragazzo di vita che lo deruba. Poi Luca si sposa con Simonetta ed ha due gemelli; Vittorio diventa l'amante clandestino di Alex; Tony si trasferisce a New York; Dado muore d'infarto e Sandro si consola con un bassotto.

Valutazione Pastorale

non c'è cosa peggiore, per un film a sfondo socio-psicologico come questo pretende di essere, che di parlare per stereotipi, e per giunta classisti. Qui la superficialità di regista e sceneggiatori, l'approsimazione o l'ovvietà dei ritratti psicologici, lo scadere continuamente nella gag, per strappare la risata facile o grossolana, riduce quasi tutte le sequenze del film, tranne qualche soluzione meno banale o volgare, nel bozzetto o nella macchietta. Tutto, o quasi tutto, suona falso, costruito, montato sullo stereotipo della "checca" così come è vista dai media e da certa cinematografia. E il tentativo di dare spessore "umano" e "civile" ad una situazione sempre più diffusa e sofferta da tante persone cade continuamente in spunti osceni, volgari o goliardici che nulla aggiungono alla descrizione appiattita delle figure dei gay, che finiscono per apparire qui come patetici clown di un circo di emarginati di lusso dove ci si sbrana l'un l'altro sogghignando. Appare chiaro che agli autori di questo film non interessano affatto i problemi degli omosessuali, le disparate e spesso contrastanti origini della loro sindrome, o la estrema varietà di condizioni e di ambienti socio-culturali in cui essa si manifesta. In sostanza una commedia spesso anche farsesca che difetta di un'analisi seria, infarcita di banalità e grossolanità.

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