VALMONT ***

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Milos Forman
Durata
140'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
VALMONT
Distribuzione
Delta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Jean liberamente ispirato al romanzo "Les Liaisons Dangereuses" di Chordelos De Laclos
Musiche
Christopher Palmer, Neville Marriner
Montaggio
Alam Heim, Nena Danevil

Sogg.: liberamente ispirato al romanzo "Les Liaisons Dangereuses" di Chordelos De Laclos - Scenegg.: Jean-Claude Carriere - Fotogr.: (scope/a colori) Miroslav Ondricek - Mus.: Christopher Palmer, Neville Marriner - Montagg.: Alam Heim, Nena Danevil - Dur.: 140' - Produz.: Paul Rossam, Michael Hausman

Interpreti e ruoli

Colin Firth (Visconte di Valmont), Annette Bening (Marchesa di Merteuil), Meg Tilly Sian Phillips (Madame de Tourvel), Fairuza Balk (Madame de Volanges), Henry Thomas (Cecile de Volanges), Fabia Drake (Cavaliere Danceny), Jeffrey Jones (Madame de Rosemende), T.P. McKenna, Isla Blair, Ian McNeice, Antony Carrisk, Richard De Bumchurch

Soggetto

in Francia, nel settecento, la quindicenne Cècile de Volanges, appartenente a famiglia nobile, esce in anticipo dal convento nel quale viene educata, e ciò per iniziativa della madre, che l'ha segretamente promessa sposa all'austero Gercourt, il comandante delle guardie del re. Ad attenderla con la nobile genitrice è un'amica di quest'ultima, la giovane e dissoluta vedova del marchese di Merteuil che, sempre aggiornata su ogni possibile pettegolezzo e scandalo dei salotti bene, dispiega tutte le proprie astuzie per sapere il nome del futuro sposo di Cècile. Trasecolata nell'apprendere che si tratta di Gercourt, suo amante, che peraltro nel frattempo l'ha abbandonata, decide di vendicarsi. Approfittando dell'amicizia e della fiducia di Madame de Volanges, che le ha affidato in pratica il completamento dell'educazione di Cècile, la marchesa di Merteuil, assicuratasi l'affetto e la confidenza della ragazza, mette in atto una perversa strategia di corruzione nei suoi confronti, per farsi beffe di Gercourt, che ha preteso una moglie ingenua e illibata, nonostante il suo passato di libertino e tenta di approfittare dell'infatuazione di Cècile per Danceny un giovanissimo cavaliere, che le dà lezione d'arpa e di canto e si è romanticamente innamorato della ragazza, da lei ingenuamente ricambiato per indurla a concedersi al giovane e a tenerselo come "cicisbeo" dopo le nozze con Gercourt. Ottenuto l'aiuto del suo precedente amante, il dissoluto Visconte di Valmont che nel frattempo sta cercando di sedurre, assente il marito e per solo puntiglio, l'irreprensibile Madame de Tourel e con il quale in forma di scommessa, ha concordato un beffardo e squallido baratto la Marchesa di Merteuil cerca di portare a termine questa macchinazione. Ma quando scopre che a violare la ragazza è stato proprio lui, Valmont, gli si nega nella maniera il più possibile sfrontata e volgare e si fa sorprendere da lui, per vendetta, proprio col giovane Danceny. Marchesa e Visconte, risultano alla fine distrutti dal loro stesso gioco perverso: lui praticamente suicida in un duello con Danceny: lei annientata dal suo stesso disfacimento morale. Cècile, in attesa di un figlio concepito con Valmont va imperturbabile a nozze con l'ignaro Gercourt; mentre l'infelice signora di Trouvel, accompagnata dal compitissimo marito, depone fiori sulla tomba dell'indegno ma pur sempre amato Valmont.

Valutazione Pastorale

la stupenda e curatissima ricostruzione d'epoca (interni, mobili, costumi, pettinature, uniformi, livree), il manierismo, la menzogna, il lusso e la lussuria di una nobiltà in disfacimento, l'accurata scelta degli attori volta ad interpretare vuoi il disinvolto e sprezzante cinismo dei due protagonisti principali (Valmont e la duchessa di Merteuil), vuoi la vulnerabilità indifesa, per difetto di radici morali, più che per lascivia, di Cècile e di madame de Trouvel, vuoi l'indignazione impotente del giovanissimo Danceny, come pure il corrivo e indiscriminato allinearsi alla scostumatezza generale di tutti i personaggi di contorno possono risultare segno del fedele e attento gusto rappresentativo, da parte del regista, di una società e una cultura storicamente esistite semmai un tantino troppo generalizzate ma non escludono un suo implicito distacco critico. Ciò che sembra chiaramente potersi escludere è una sua propensione intenzionale o subconscia verso quel mondo tanto elegante quanto corrotto. Il regista ha preferito ispirarsi "liberamente" al romanzo, affascinato dallo "scontro tra l'ideale e la vita" desunto dall'intreccio ad incastro delle 175 lettere del libro che Choderlos De Laclos (un ufficiale napoleonico che visse in quel clima e in quell'epoca, e costruì il suo romanzo epistolare avvalendosi della sua consumata perizia di stratega), riuscì tanto abilmente a realizzare. Libro e film possono essere soggetti alle più contrastanti valutazioni, la cui diversità testimonia della ricchezza e complessità, sia del racconto epistolare di Laclos, sia del film di Forman, e dissuade dal formulare nei loro confronti un indiscriminato anatema. Mirabile la regia, musica e interpretazione suggestive e pertinenti.

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