WEST BEYROUTH

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Amicizia, Famiglia, Guerra, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Ziad Doueiri
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Francia, Libano
Titolo Originale
West Beyrouth
Distribuzione
Lucky Red

Orig. : Francia/Libano (1998) - Sogg. e scenegg. : Ziad Doueiri - Fotogr. (Panoramica/ a colori): Ricardo Jacques Gale - Mus. : Stewart Copeland - Montagg. : Dominique Marcombe - Dur. : 105' - Produz. : La Sept Arte, Unità di programmi fiction Pierre Chevalier, 3 B Productions.

Interpreti e ruoli

Rami Doueiri (Tarek), Mohamad Chamas (Omar), Rola Al Amin (May), Carmen Lebbas (Hala), Joseph Bou Nassar ( madre di Tarek), Liliane Nemry (Riad), Leila Karam ( padre di Tarek), Mahmoud Mabsout (la vicina), Fadi Abou Khalil . (la proprietaria del bordello), (il fornaio), (il soldato alla panetteria)

Soggetto

Beirut,13 aprile 1975, è il primo giorno ufficiale della guerra civile libanese. I passeggeri di un autobus palestinese saltano in aria davanti agli occhi di Tarek e Omar, due adolescenti che vivono a Beirut Ovest, settore musulmano della città. Subito dopo le scuole vengono chiuse. Avendo tutto il giorno libero, Tarek e Omar sono decisi a divertirsi, cercando di ignorare la tragedia in cui sono coinvolti. Fanno amicizia con Mary, una ragazza cristiana, e insieme vanno in giro per la città in cerca di avventure: parlano con i negozianti, con i soldati, e usano una cinepresa super8 per fissare quello che vedono. Ma ben presto la situazione nelle strade si fa più difficile. Tarek vuole a tutti costi far sviluppare il rullino: non si trovano negozi aperti, anzi l'unico è nella parte est, dove é proibito entrare. Durante una manifestazione, scoppia una bomba. Tarek si rifugia in un taxi e arriva ad est, si ritrova in un bordello, dove avanza alla titolare la proposta di far incontrare in quel luogo musulmani e cristiani. Viene cacciato ma vi ritorna stavolta insieme ai due amici. Quando riescono a recuperare la strada di casa, Tarek confessa ad Omar di avere paura per l'aggravarsi della situazione. Hala, la mamma, dice che é arrivato il momento di emigrare. Tarek é d'accordo con lei, Riad,il padre, invece vuole rimanere. L'amore tra i genitori induce la mamma a cambiare idea. Tarek piange. Le immagini della guerra scorrono. Tarek riprende la mamma con la piccola super8.

Valutazione Pastorale

Il regista e sceneggiatore é nato nel 1963, ha vissuto in Libano fino al 1983, quando a Beirut si combatteva la guerra civile. A 20 anni é andato negli Stati Uniti, dove ha studiato cinema e in questo suo primo lungometraggio ha condensato avvenimenti vissuti in prima persona lungo l'arco di otto anni. "Al 90% -dice Doueiri- il contenuto é autobiografico". Il momento tragico della guerra civile é dunque visto attraverso gli occhi dell'adolescenza, con la voglia, la forza, la sfrontatezza che possiede quell'età e che permette di sfidare con incoscienza rischi e pericoli enormi. Alternando immagini di repertorio alla narrazione centrale, il film ha un taglio ora realistico, ora documentaristico, senza tralasciare occasione per dare spazio a sentimenti, sfumature caratteriali, gesti improvvisi: soprattutto nei rapporti tra i genitori di Tarek. Se il dato storico rimane in primo piano, é indubitabile che il film cerca di proporre una riflessione più ampia, denunciando i guasti delle situazioni di guerra sulle psicologie delle persone che vi si trovano coinvolte. Film interessante, con qualche lungaggine e qualche situazione di contorno un po' tirata via: ma nell'insieme un'occasione utile per volgere l'attenzione su una guerra dimenticata, per mettere a confronto aspetti politici, storici, religiosi nel contesto della ricerca di un'identità personale e collettiva. Manca un giudizio complessivo, che forse il regista non voleva esplicitare e che è aperto alla lettura dello spettatore. Dal punto di vista pastorale, il film ha uno svolgimento complessivamente positivo, ed è da valutare come accettabile, sicuramente problematico e da segnalare per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film da utilizzare in ambito di programmazioni d'essai o di altre occasioni mirate, per riflettere sui molti argomenti d'attualità che propone. Un film da far rientrare nell'ambito di un cinema di conoscenza.

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