L’ESORCISTA – L’inizio di un genere troppo spesso “degenerato”.

venerdì 14 Giugno 2013
Un articolo di: Redazione

 Ad interpretare “L’esorcista” ci sono, tra gli altri, Max Von Sydow nel ruolo del sacerdote del titolo,  Ellen Burstyn, Lee J. Cobb e c’è sopratutto Linda Blair, che è Regan, la ragazzina indemoniata, che dopo questo film non troverà altri titoli di pari successo. Può essere utile rileggere la scheda predisposta dalla Commissione del Centro Cattolico Cinematografico.

VALUTAZIONE PASTORALE:  La sceneggiatura del film è stata curata dallo stesso P. Blatty, autore di un saggio di successo a sua volta basato su di un caso di “possessione” diabolica accaduto a Mount Rainier, nel Maryland, nel 1949. La realizzazione filmica va giudicata sotto profili diversi. Non si hanno ragioni per dubitare della obiettività dei fatti che, del resto, hanno numerosi riscontri nella cronaca ecclesiale antica e moderna e sono preceduti da episodi evangelici piuttosto espliciti  sulle ‘libertà’ concesse dalla Divina Provvidenza alle Potenze delle tenebre, libertà misteriose ed eccezionali che esteriorizzano a volte la perenne lotta del Bene contro il Male. E’, inoltre, corretto ogni riferimento alla disciplina della Chiesa circa gli “esorcismi” (permessi, precauzioni,condizioni preliminari) e circa il rituale degli stessi. Va pure concesso che la sostanza teologica del lavoro è un giusto richiamo a motivi di fede oggi particolalrmente negati e comodamente messi da parte: la realtà del aeccato e del male in genere; la fede nelle assoluta potenza divina e nell’efficacia dei rti sacarementali; la differenza di ambito delle scienza e della religione con i limiti della prima rispetto alla seconda; l’importanza della missione sacerdotale, ecc. Viceversa si devono sollevare forti riserve sulla forma cinematografica adottata che, in contrasto con la positiva sostanza delle tematiche, può indurre gli spettatori a reazioni emotive aberranti e persino a interpretazioni contrastanti. Infatti, pur ammettendo che i fenomeni di ‘possesso’ obiettivamente sono sconvolgenti manifestazioni del Male in tutta la sua brutalità, non è ammissibile che si giunga ad eccessi di realismo schermico tali da sconcertare e traumatizzare, oppure tali da suggerire odio e pietà insisme, tali da mescolare l’osceno con le riflessioni più composte e spirituali, tali da incutere orrore e commozione insieme. Per quanto possa essere miserabile lo stato di una vittima di Satana, lo schermo può descriverlo efficacemente anche senza il ricorso alla deprecazione, al turpiloquio, al rivoltante, all’esceno e al blasfemo,       DISCUTIBILE/AMBIGUO


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