Una rocambolesca e imprevedibile avventura del gatto più goloso e pigro dell’universo felino

lunedì 10 Giugno 2024
Un articolo di: Sergio Perugini

Ritorna al cinema, con Columbia Pictures e Sony, il gatto più pop degli ultimi quattro decenni: parliamo dell’animazione “Garfield. Una missione gustosa” diretto da Mark Dindal, regista de “Le follie dell’imperatore” (2000) e “Chicken Little” (2005), su copione di David Reynolds, sceneggiatore di “Alla ricerca di Nemo” (2003). Il film è incentrato su una nuova avventura del felino goloso e pigro uscito dalla matita dello statunitense Jim Davis nel 1978.

La storia. Garfield vive sereno, ultra-coccolato, insieme al cucciolo di cane Odie e al padrone Jon. Abbandonato dal padre Vic, sono loro la sua famiglia. Un giorno lui e Odie vengono rapiti da una banda capeggiata dall’agguerrita gatta Jinx: lei vuole vendicarsi del padre di Garfield, che l’ha portata in passato dietro le sbarre di un canile… La voce originale di Garfield è dell’attore Chris Pratt, in Italia è quella doppiatore Maurizio Merluzzo. L’animazione aggancia subito per l’andamento brioso, colorato, impreziosito da battute e trovate comiche ben ponderate. A questo si aggiungono numerose citazioni che spaziano dai classici hollywoodiani del noir ad action come “Top Gun: Maverick”. Oltre la cornice della risata, però, il film schiude interessanti sguardi di senso: il cartoon mette a tema il rapporto padre-figlio, esplorando la dimensione del dialogo, dell’ascolto e del perdono. Garfield è “orfano” di padre, o meglio crede di esserlo, in verità comprende che l’amore, anche quando è silenzioso e distante, non smette di essere amore. Pertanto, al di là della confezione comico-patinata, l’animazione “Garfield. Una missione gustosa” presenta un’anima delicata e profonda, da non sottovalutare. Consigliabile, brillante, per dibattiti.

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