“Bene ma non Benissimo”, sguardo ironico-educational sul bullismo

venerdì 5 aprile 2019
Un articolo di: Massimo Giraldi, Sergio Perugini

“Bene ma non Benissimo”
Dopo una carriera da conduttore televisivo, comico e attore (“Generazione 1000 euro”, “I soliti idioti”), Francesco Mandelli dirige “Bene ma non Benissimo”, commedia a tinte sociali sul mondo degli adolescenti. L’autore, attraverso la protagonista quindicenne, esplora dinamiche relazionali tra famiglia e amicizia ma anche problematiche quali l’esclusione e il bullismo negli adolescenti di oggi. “A orientarmi sulla scelta di questo argomento – spiega Mandelli – è stata la delicatezza della storia che ho trovato a tratti commovente. E, soprattutto, da quando ho una figlia ho cominciato ad avere più attenzione verso le tematiche legate ai ragazzi”. Scritto da Fabio Troiano, Vincenzo Terracciano e Laura Sabatino, il film racconta la vicenda di Candida (Francesca Giordano), una bambina siciliana che ha perso la mamma ed è costretta a trasferirsi con il papà a Torino; lì tutto è più complicato, dalla scuola alle amicizie. Non mancano poi episodi di derisioni o persino di bullismo. Il film però vira in positivo, sui toni della leggerezza, grazie al carattere esuberante della ragazza, che non smette di guardare all’orizzonte con fiducia, sbaragliando anche i suoi detrattori. Buono e convincente l’esordio alla regia di Mandelli, con un film che mette in primo piano l’importanza dell’amicizia tra i giovani, legame che può e deve essere il modo per risolvere tanti problemi. Presentato ad Alice nella Città, sezione per ragazzi della Festa del Cinema di Roma, il film dal punto di vista pastorale è consigliabile, problematico ed adatto per dibattiti.

Bene ma non benissimo

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