Cosa vedere in sala? Le novità dal 27 giugno

lunedì 1 luglio 2019
Un articolo di: Massimo Giraldi, Sergio Perugini

Il clima rovente dell’estate come sempre rischia di tenere lontani gli spettatori dalla sala, a meno che non escano titoli di forte richiamo. Ecco le principali novità al cinema da giovedì 27 giugno nella rubrica del Sir e della Commissione nazionale valutazione film Cei: attesa finita per “Toy Story 4” film d’animazione della Disney a quasi 25 anni dal primo episodio; la star di “Game of Thrones” Kit Harington è protagonista del mélo “La mia vita con John F. Donovan” firmato Xavier Dolan; il britannico Ralph Fiennes dirige il biopic su Rudolf Nureyev, “The White Crow”.

“Toy Story 4”
Bentornati Woody e Buzz, gli storici protagonisti della saga animata “Toy Story”, successo mondiale nato nel 1995 su ideazione di John Lasseter con la Disney-Pixar. 24 anni dopo, con altri due titoli all’attivo – “Toy Story 2. Woody e Buzz alla riscossa” nel 1999 e “Toy Story 3, La grande fuga” nel 2010 – e importanti riconoscimenti, arriva finalmente un nuovo capitolo dei simpatici giocattoli animati prodotto sempre dalla casa di Topolino. La storia: il bambino Andy è cresciuto ed è andato al college, lasciando così i suoi giocattoli preferiti – lo sceriffo Woody, l’eroe spaziale Buzz Lightyear, la pastorella Bo Peep, la cowgirl Jessie, Mr. e Mrs. Potato – alla bambina Bonnie, che si diverte a creare anche un nuovo pupazzo, Forky. usando una posata di plastica. L’avventura dunque ha inizio quando Forky si smarrisce, così Woody e gli altri si affannano per riportarlo a casa. Al di là degli elementi colorati e ludici da cartoon, il film della Disney diretto da Josh Cooley rivela una densità di riflessioni: c’è il riuso degli oggetti, il tema dell’ecologia, il non scartare niente e nessuno; ancora, i valori della famiglia e dell’amicizia. In più, nell’opera si fa riferimento anche al viaggio, al cambiamento, alla crescita. E la fusione tra giocattoli ed esseri umani raggiunge toni di struggente malinconia e di commossa partecipazione. Il film si affida a una sceneggiatura perfettamente calibrata, capace di dosare gag esilaranti con raccordi emotivi e poetici. Da ricordare il grande lavoro dei doppiatori italiani, che da più di vent’anni colorano con energia e pathos le voci dei protagonisti. In particolare Massimo Dapporto voce di Buzz Lightyear e il compianto Fabrizio Frizzi quella dello sceriffo Woody; in “Toy Story 4” Frizzi viene sostituito dal doppiatore Angelo Maggi, voce storica di Tom Hanks. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare consigliabile, poetico e per tutta la famiglia.

“La mia vita con John F. Donovan”
Ha puntato tutto su un cast di attori hollywoodiani di primo piano il talentuoso regista canadese Xavier Dolan, classe 1989. In “La mia vita con John F. Donovan”, film di ingresso ufficiale nell’industria a stelle e strisce – dopo anni di produzioni franco-canadesi e riconoscimenti al Festival di Cannes –, ha chiamato come protagonista la star di “Game of Thrones” Kit Harington così come le attrici premio Oscar Susan Sarandon, Kathy Bates e Natalie Portman; ha inoltre un ruolo chiave il giovanissimo attore Jacob Tremblay, apprezzato per “Room” e “Wonder”. La storia: è il racconto della vita dell’attore televisivo John F. Donovan, che all’apice della sua notorietà vede vita e carriera deragliare; la vicenda ci viene proposta attraverso il ricordo di Rupert, che da bambino era diventato suo amico di penna. Come in tutti i film di Dolan, in “La mia vita con John F. Donovan” troviamo una notevole cura formale e ricerca visiva all’interno del genere mélo, muovendosi su temi sempre esistenziali e problematici: rapporti madre-figlio, amore, sentimenti e omosessualità. Film di forte impatto psicologico, sottile e forse troppo difficile per lo spettatore medio Usa, visto lo scarso riscontro al botteghino. In generale “La mia vita con John F. Donovan” dal punto di vista pastorale è complesso e problematico, adatto per dibattiti per un pubblico maturo.

“Nureyev. The White Crow”
In chiusura, un biopic targato BBC. Il noto attore inglese di stampo shakespeariano Ralph Fiennes, da tutti ricordato per “Schindler’s List”, “Strange Days”, “Il paziente inglese” e “Harry Potter”, torna alla regia per la terza volta per raccontare la vita del ballerino russo Rudolf Nureyev nel film “Nureyev. The White Crow”. Prendendo le mosse dalla biografia scritta da Julie Kavanagh, il film focalizza l’attenzione sull’ascesa del ballerino sovietico e il contesto da Guerra fredda nell’Europa anni ’50 e ’60. Opera di impianto e stile classico, per appassionati di storia e danza.

Articolo originale pubblicato su Agenzia SIR

Toy story 4

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