40% LE MANI LIBERE DEL DESTINO

Valutazione
Consigliabile, Realistico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giovani, Lavoro
Genere
Drammatico
Regia
Riccardo Jacopino
Durata
95'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Microcinema
Musiche
Africa Unite, Alchimie Mediterranee, Arsenico, Antonio Stizzoli Quintet, Baby Blue, Spadara, Tabula Osca, Max Maber Orkestar, Modena City Ramblers, Tequila's Mind
Montaggio
Stefano Cocchi, Riccardo Jacopino

Orig.: Italia (2010) - Sogg. e scenegg.: Riccardo Jacopino, Manolo Elia - Fotogr.(Panoramica/a colori): David Becheri - Mus.: Africa Unite, Alchimie Mediterranee, Arsenico, Antonio Stizzoli Quintet, Baby Blue, Spadara, Tabula Osca, Max Maber Orkestar, Modena City Ramblers, Tequila's Mind - Montagg.: Stefano Cocchi, Riccardo Jacopino - Dur.: 95' - Produz.: Cooperativa Sociale Arcobaleno.

Interpreti e ruoli

Lucio Aimasso (Lucio), Mariella Furgiuele (madre di Lucio), Gabriella Serra (impiegata all'ufficio del personale), Ivan F. Perna (direttore del personale), Luigi Arrigo (Luigi), Pino Corcelli (Pino), Mohammed El Idrissi (Mohammed), Stefano Dell'Accio (Stefano), Dario Genovese (Capo area), Mauro Achille Maggi (Manuel), Ileana Paulotto . (Irene)

Soggetto

A Torino Lucio, uscito da problemi di droga, entra nella Compagnia sociale Arcobaleno, dove viene indirizzato al lavoro di raccolta della carta. L'incarico non lo soddisfa e Lucio vi si dedica con poco entusiasmo. Quando la mamma muore e si accorge di non poter più fronteggiare la propria situazione economica, Lucio si vede costretto a tornare al lavoro di spacciatore. Va avanti per qualche tempo, fino a quando non interviene la polizia. Lucio riesce a tornare in Cooperativa, e a partire per un progetto sociale in Africa.

Valutazione Pastorale

Si tratta di un progetto di film nato e realizzato per iniziativa della Cooperativa sociale Arcobaleno, operativa a Torino. La minima costruzione di 'finzione' si interseca quindi con la realtà ritratta, ossia quella di un gruppo che lavora con intensità sul territorio per favorire il reinserimento di soggetti giovani nel sociale e nel mondo del lavoro. Il film diventa quindi la faccia concreta e visibile di un'attività che altrimenti rischia di restare nascosta. Nel copione trovano spazio le mille sfaccettature del "quotidiano" oltre alla difficile ricerca di un equilibrio nei sentimenti. Molta semplicità unita a un grande sforzo di solidarietà per un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile, realistico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

più che in programmazione ordinaria, il film si indirizza per proiezioni mirate, più significative se organizzate nello stesso territorio della realizzazione.

Le altre valutazioni

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