A LADY IN PARIS

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Anziani, Donna, Emigrazione, Rapporto tra culture
Genere
Drammatico
Regia
Ilmar Raaq
Durata
94'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Belgio, Estonia, Francia
Titolo Originale
Une Estonienne à Paris
Distribuzione
Officine UBU
Soggetto e Sceneggiatura
Ilmar Raaq, Agnès Feuvre, Lise Macheboeuf Ilmar Raaq
Fotografia
Laurent Brunet
Musiche
Dez Mona
Montaggio
Anne Laure Guégan
Produzione
TS Production

Interpreti e ruoli

Jeanne Moreau (Frida), Laine Magi (Anne), Patrick Pineau (Stéphane), Piret Kaida, Ita Ever, Ago Anderson.

Soggetto

Dalla natia Estonia, Anne accetta un'offerta di lavoro e arriva a Parigi. Il suo compito è di entrare a servizio di Frida, anziana signora da molti decenni residente a Parigi eppure anch'essa di origine russa. Frida è di cartetere solitario, ruvido, scontroso. Ha come unico amico Stephane, in tempi lontani suo compagno al quale ha lasciato la proprietà di un bar bistrot. I primi giorni della convivenza sono particolarmente difficili. Frida fa capire di non gradire presenze estranee e tratta molto male la signora sua connazionale. Ma a poco a poco Anne riesce ad intaccare la corteccia di dfffidenza e a farsi apprezzare. Tra le due donne comincia così un rapporto del tutto diverso.

Valutazione Pastorale

Forse, a pensarla bene mentre si svolge, la storia può sembrare facile e scontata: si comincia con un clima di diffidenza e di ostilità e si finisce con amabile reciprocità e comprensione. Ma il vero nucleo di finezza, arguzia, lucidità descrittiva sta tra i due momenti: ossia sul come si passa da uno stato all'altro. Qui il regista, che è anche autore della sceneggiatura, dimostra una grazia non comune nel dipanare i nodi centrali dl contrasto, nel toccare momenti di cinismo acuto, nello smussare angoli bui e toccare a poco a poco la normale evoluzione di una reciproca solidarietà femminile. Il tutto è reso possibile, e anzi favorito, dalla presenza di due protagoniste all'altezza: soprattutto Jeanne Moreau, che regala a Frida una maschera di autentica verità con un gamma infinità di espressioni che segnano il mutare di sentimenti, affetti, sensazioni. Uno spaccato bello e emozionante, al quale non è estraneo lo scenario di una Parigi sempre affascinante e misteriosa. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte successive occasioni per avviare riflessioni sugli argomenti proposti dalla storia (anziani, emigrazione, rapporto tra culture...). Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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