A Tor Bella Monaca non piove mai

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
cinema/società, Famiglia - fratelli sorelle, Lavoro, Povertà-Emarginazione
Genere
Drammatico
Regia
Marco Bocci
Durata
93'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Altre Storie Distribuzione/Minerva Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Marco Bocci
Fotografia
Federico Annicchiarico
Musiche
Emanuele Frusi
Montaggio
Luigi Mearelli
Produzione
Minerva Pictures Group, Rai Cinema, Potenza Pictures

Interpreti e ruoli

Libero De Rienzo (Mauro), Antonia Liskova (Samantha), Andrea Sartoretti (Romolo), Lorenza Guerrieri (Maria), Giorgio Colangeli (Guglielmo), Massimiliano Rossi (Ciro), Carlo D'Ursi (Martini), Giordano De Plano (Ruggero), Gabriel Montesi (Fabio), Lorenzo Lazzarini (Domenico), Fulvia Lorenzetti (Lucia)

Soggetto

Mauro e Romolo, fratelli, vivono a Tor Bella Monaca, quartiere periferico romano, dove la quotidianità mostra i suoi aspetti più precari e difficili. Quando alcuni amici propongono di organizzare un colpo ai danni della mafia cinese, Mauro accetta. Romolo non sa niente ma resta coinvolto suo malgrado…

Valutazione Pastorale

Il punto di partenza è il romanzo omonimo scritto dallo stesso Bocci e pubblicato da De Agostini. Va detto che Marco Bocci nasce come attore teatrale, diplomato nel 2001 al Conservatorio “La scaletta” e nel 2004 alla Scuola di perfezionamento dell’attore diretta da Luca Ronconi. Lavora dal 2002 in film e serie TV e nel 2001 esordisce al cinema con “I cavalieri che fecero l’impresa” di Pupi Avati. Per il grande schermo lavora poi in film di Riccardo Milani (“Scusate se esisto”, 2014), di Alessia Scarso (“Italo”, 2015), di Tonino Zangardi (“L’esigenza di unirmi ogni volta a te”, 2015). Nato come attore teatrale, poi attivo in televisione e al cinema, si può dire che Bocci ha maturato un corredo di esperienze molto utile in vista di questo esordio dietro la macchina da presa. «Il film – ha detto in conferenza stampa - nasce dal desiderio di raccontare le persone come esseri umani pieni di tentazioni, difficoltà e percorsi quasi obbligati (…) La metafora per raccontare il pregiudizio è diventata Tor Bella Monaca, periferia dove ho vissuto, che conosco e alla quale tengo». Mettendo da parte il Bocci attore, il neoregista si avvia sul tono del film drammatico con echi di tragedia “della povertà e della solitudine”, di forte richiamo pasoliniano: le colpe del passato in realtà non passano mai e il male ti resta attaccato per sempre. Il disagio del raccontare si muta nella difficoltà di rappresentare, di essere persone che vanno a testa alta e non sono vinte dalle circostanze avverse. Ritmi credibili e ritratto non banale delle tanto vituperate periferie romane. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti,

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria come occasione per avviare una riflessione approfondita sul tema della situazione nei quartieri difficili delle città italiane tra legalità, denuncia e imprevedibili giochi del destino contro cui appare impossibile opporsi.

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