A TORTO O A RAGIONE

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Libertà, Potere, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Istvan Szabo
Durata
105'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Francia, Germania, Gran Bretagna
Titolo Originale
Taking sides
Distribuzione
Mikado Film
Musiche
brani vari di repertorio classico
Montaggio
Sylvie Landra

Orig.: Germania/Francia/Gran Bretagna (2001) - Sogg. e scenegg.: Ronald Harwood dal proprio testo teatrale - Fotogr.(Panoramica/a colori): Lajos Koltai - Mus.: brani vari di repertorio classico - Montagg.: Sylvie Landra - Dur.: 105' - Produz.: Yves Pasquier.

Interpreti e ruoli

Harvey Keitel (maggiore Steve Arnold), Stellan Skarsgard (Wilhelm Furtwangler), Moritz Bleibtreu (tenente David Wills), Birgit Minichmayr (Emmi Straube), Oleg Tabakov (Oberts Dymshitz), Ulrich Tukur (Helmut Rode), Hanns Zischler (Rudolf Werner), August Zirner (capitano Ed Martin)

Soggetto

Berlino. Alla fine della seconda guerra mondiale, il severo maggiore americano Steve Arnold viene incaricato di prendere in esame il caso di Wilhelm Furtwangler, il direttore d'orchestra preferito da Hitler. L'obiettivo degli americani é quello di smascherare la connivenza di Furtwangler col regime e compiere così un arresto eccellente da prendere come emblema contro tutti i nazisti. Arnold viene aiutato nelle indagini dal tenente Dabid Willis, un giovane ebreo emigrato in America, e dalla segretaria Emma Straube, deportata nei campi di concentramento a seguito dell'attentato contro Hitler compiuto dal padre. Durante l'istruttoria, tramite la raccolta di documenti dall'archivio e diverse prove testimoniali, emergono le due diverse facce del direttore durante il regime: Furtwangler salvò molti musicisti ebrei ma, contemporaneamente, appare chiaro che fu una figura autorevole nell'ambito della cultura nazista, avendo intessuto legami con le maggiori autorità politiche del regime. Alla fine la voce fuori campo di Arnold racconta che Furtwangler venne prosciolto da tutte le accuse e morì nel 1954, con il divieto tuttavia di andare a dirigere in America. Al suo posto, la Filarmonica di Berlino fu affidata a Von Karajan, l'avversario numero uno di Furtwangler. In un'immagine di repertorio, ecco Furtwangler che, dopo aver stretto la mano a Goebbels, passa dalla mano sinistra alla destra un fazzoletto come per pulirsi o, addirittura, per trovare uno stratagemma per non fare il saluto nazista.

Valutazione Pastorale

Il film, evento speciale al festival di Berlino 2002, affronta il sempre vivo dibattito sul ruolo dell'artista in un regime totalitario. Il regista ungherese Istvan Szabo torna così alla tematica affrontata in un suo precedente titolo, "Mephisto" (1981), che portava sul grande schermo la figura dell'attore Gustav Grundgens durante la dittatura comunista. La forte contrapposizione tra arte e politica emerge attraverso l'acceso scontro tra l'ufficiale americano, pronto a tutto pur di infliggere una dura punizione, e il direttore d'orchestra, costretto suo malgrado ad ammettere, in primo luogo con se stesso, di aver dovuto accettare alcuni compromessi pur di continuare a dirigere la sua musica. Il confronto tra queste due personalità agli antipodi é anche l'occasione per mostrare la differenza tra la civiltà americana e quella tedesca, là dove la prima sembra non comprendere la passione totalizzante per la musica della seconda. La storia sottolinea così anche che l'essere eroi spesso è frutto di irrazionalità e che non esserlo non può bastare per farne motivo di accusa. Inoltre, rimane in sospeso un interrogativo: i tedeschi erano o no consapevoli delle atrocità commesse da Hitler? Detto che la scansione narrativa risente in certi passaggi dell'origine teatrale del testo, é da evidenziare ancora l'efficacia dell'immagine di repertorio che chiude il racconto. Con il vero Furtwangler intento a spostare il fazzoletto nella mano che aveva appena stretto a Goebbels. Film ricco di spunti, pregevole nella fattura, drammatico tra la realtà della situazione scelta e una più ampia valenza di metafora, che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, problematico, e da destinare a dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare in molte circostanze, non escluse occasioni scolastiche, come avvio a riflessioni su temi importanti e attuali.

Le altre valutazioni

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