A WONG FOO, GRAZIE DI TUTTO! JULIE NEWMAR

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Il comico, Sessualità
Genere
Commedia
Regia
Beeban Kidron
Durata
108'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
TO WONG FOO, THANKS FOR EVERYTHING, JULIE NEWMAR
Distribuzione
U.I.P.
Musiche
Rachel Portman
Montaggio
Andrew Mondshein

Sogg. e scenegg.: Douglas Carter Beane - Fotogr.(normale/a colori): Steve Mason - Mus.: Rachel Portman - Montagg.: Andrew Mondshein - Dur.: 108' - Produz.: G. Mac Brown.

Interpreti e ruoli

Wesley Snipes (Noxeema Jackson), Patrick Swayze (Vida Boheme), John Leguizamo (Chi Chi Rodriguez), Stockard Channing (Carol Ann), Blythe Danner (Beatrice), Arliss Howard, Jason London, Chris Penn, Melinda Dillon, Beth Grant, Alice Drummond, Marceline Hugot, Jennifer Milmore, Michael Vartan, Mike Hodge

Soggetto

Per partecipare ad Hollywood alla finalissima di un concorso riservato ai travestiti (quello per la "Drag Queen") salgono su una vetusta automobile Cadillac tre potenziali concorrenti: l'elegante e slanciata Vida Boheme, Noxeema Jackson (un tizio di colore) ed il giovanissimo centroamericano Chi Chi Rodriguez. Un guasto meccanico all'automobile blocca il terzetto a Snydersville, un villaggio sperduto nel Midwest. Qui i tre ospiti portano una ventata non solo di novità (di per sé già clamorosa), ma di bontà e allegria. Nel villaggio la gente è rozza, gretta e piena di pregiudizi. Come portafortuna, Vida porta con sé una foto con dedica di Julie Newmar, una vera "celebrità". I tre travestiti, sfoggiando abiti e acconciature vistose, non hanno però nulla di sguaiato, non provocano nessuno, né approfittano della occasione per mercificarsi. E' gente allegra e di buon cuore, soprattutto Vida per la quale aiutare il prossimo è una legge di natura, per cui uomini e donne ne restano colpiti e affascinati: quelli smussando rozzezze e battute facili; le altre riscoprendosi una femminilità oppressa e repressa da mariti stupidi e violenti, come quello di Carol Ann, vittima di un coniuge autoritario. Un gruppetto di donne come Carol impara presto le gioie di un parrucchiere e di abiti meno trasandati (per la umiliata Carol l'elegante Vida è un angelo asessuato). Certe "differenze" non sembrano più importanti: sono le somiglianze della gente ad assumere un forte significato. La tolleranza di tutti verso tutti appare essenziale. Vida ha avuto una infanzia infelice e perciò vorrebbe che per ognuno l' esistenza fosse meno dura e si prodiga in comportamenti generosi e affettuosi. Noxeema non è da meno mentre Chi Chi conosce la propria condizione e incontra pure l'amore (anche se quel concorso hollywoodiano l'attira al massimo), tanto da rinunciarvi forzando il sentimento. Perfino una vecchietta (Beatrice) che vive di ricordi, isolata e solitaria (è stata una nota attrice) cambia stile di vita e, tramite l'ameno trio, manda un suo messaggio scritto a Robert Mitchum. La riparazione della Cadillac impone la partenza dal villaggio: qui resta un'impressione di allegria e di letizia, dopo la festa annuale delle fragole, in una minuscola comunità dove molte idee beffarde e crudeli hanno ceduto il passo alla accettazione sul piano umano. A Hollywood la corona della "Drag Queen" viene concessa a Chi Chi.

Valutazione Pastorale

Non è semplice riassumere princìpi, tesi e giudizi su tematiche complesse, nonché su realtà amare (spesso sofferte) in una materia così ambigua. Le scienze mediche (anche per ricerche di laboratorio ed esperienze recentissime) hanno formulato ipotesi e certezze assai valide, mentre svariati pregiudizi si trovano ad urtare contro la realtà umana e sociale di comportamenti anomali, con i quali la sessualità normale appare obbligata a convivere per mille sfumature. Tutto questo fermo restando occorre considerare "come" questo film ha abbordato un certo problema. E' doveroso rilevare che la regista Beeban Kidron lo ha fatto senza mai cedere alle prurigini del cattivo gusto proponendo la storia senza trivialità, quasi con la serenità e la pazienza della tolleranza collettiva. Niente denunce e manifesti, nessuno scandalo, niente adescamenti sottili e plateali. E' su questo piano di risultati che va recepito il lavoro il quale fedele com'è alla impostazione e al clima della narrazione in generale può definirsi una commedia brillante pur nella sua ambiguità. E' un film, a voler essere oggettivi, di impegno civile, in questo senso costruito su di un denominatore comune che, rispettando i ruoli di ciascuno, considera l'accettazione di tutti verso determinate scelte di una vita, a volta "obbligata" (e spesso dolorosa). Anche per la leggerezza di tocco e di tratti, nonché per la estrema misura delle singole interpretazioni del terzetto, la valutazione non può andare oltre il discutibile.

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