Aladdin

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Donna, Potere
Genere
Favolistico
Regia
Guy Ritchie
Durata
128'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Usa
Distribuzione
Walt Disney Italia
Soggetto e Sceneggiatura
John August, Guy Ritchie, Vanessa Taylor, Ron Clements, Ted Elliot, John Musker, Terry Rossio
Fotografia
Alan Stewart
Musiche
Alan Menken
Montaggio
James Herbert

Interpreti e ruoli

Will Smith (Il genio), Mena Massoud (Aladdin), Naomi Scott (Jasmine), Billy Magnussen (Il principe Anders), Marwan Kenzari (Jafar), Navid Negahban (Il sultano)

Soggetto

Aladdin, ladruncolo svelto e simpatico, nella confusione del mercato prende le difese di Jasmine, una ragazza che dice di essere un’ancella della regina. Tra i due nasce una simpatia immediata…

Valutazione Pastorale

Il precedente è nel film d’animazione Aladdin (1992). Qui la veste formale vira sul live-action, cambiando completamente tono e taglio narrativo. Non cambia però la suggestione di partenza, che, trovando ancora origine nelle novelle orientali tratte da Le mille e una notte, poggia su una base solida e di sicura attrattiva. I personaggi sono dunque assai noti e non si corre, citandoli, il rischio di ‘spoilerare’ il tutto. Aladdin con la sua fida scimmietta Abu, il Sultano vecchio e saggio, il Gran Visir Jafar, il soldato Hakim: tutti si trovano a lottare per conservare l’integrità del regno di Agrabah di fronte alla minaccia rappresentata da un nemico perfido e cattivo. Il confronto/scontro tra Bene e Male è qui più che mai evidente, mai sottaciuto, anzi palesemente portato in primo piano a mano a mano che il racconto procede. E’ come se una sottile spiegazione corresse in filigrana con le immagini. Non si dice di più, è sufficiente però sottolineare che la chiusura è affidata al tradizionale “The end”, una formula quasi scomparsa nel cinema contemporaneo dove il finale non viene detto perché lasciato alla decisione dello spettatore. Comunque Guy Ritchie si conferma regista eccessivo e fracassone, cavalca con naturalezza l’inevitabile MeeToo ma non fa quasi mai scattare l’emozione. Detto che la conclusione sui titoli di coda rimanda a un prodotto di stampo bollywood, il film dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e nell’insieme semplice.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte altre occasioni come proposta di immediata fruizione e di piacevole spettacolo per tutta la famiglia.

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