ATTACCO AL POTERE

Valutazione
Accettabile, asprezze*
Tematica
Politica-Società, Potere, Terrorismo
Genere
Drammatico
Regia
Edward Zwick
Durata
116'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The siege
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Lawrence Wright e Menno Meyjes & Edward Zwick Lawrence Wright
Musiche
Graeme Revell
Montaggio
Steven Rosenblum

Orig.: Stati Uniti (1998) - Sogg.: Lawrence Wright - Scenegg.: Lawrence Wright e Menno Meyjes & Edward Zwick - Fotogr. (Scope/a colori) : Roger Deakins - Mus.: Graeme Revell - Montagg.: Steven Rosenblum - Dur.: 116' - Produz.: Lynda Obst, Edward Zwick.

Interpreti e ruoli

Denzel Washington (Anthony Hubbard), Annette Bening (Elise Kraft / Sharon Bridger), Bruce Willis (generale William Devereaux), Tony Shalhoub (Frank Haddad), Sami Bouajila (Samir Nazhde), Ahmed Ben Larby (sceicco Ahmed Bin Talal), Liana Pai (Tina Osu), Mark Valley . (Mike Johanssen)

Soggetto

Un autobus esplode a Brooklyn, facendo molte vittime. Purtroppo non si tratta di un episodio isolato, ma dell'inizio di una vera e propria campagna di terrore sul territorio di New York. Anthony Hubbard, capo della Task Force Antiterrorismo costituita tra FBI e Dipartimento di Polizia di New York, é incaricato di cercare i responsabili degli attentati. Mentre segue alcune piste, si trova sempre davanti Elise Kraft, un' agente della CIA infiltrata con importanti contatti con le varie comunità arabe in America. Hubbard, che non tollera intromissioni, fa arrestare Kraft, ma poi difronte ad altri, tragici attentati, é costretto a liberarla e a lavorare con lei, che si chiama in realtà Sharon Bridger. Sharon é in stretti rapporti con Samir, un arabo sul quale Hubbard ha molti sospetti. Dopo un altro, orrendo attentato al palazzo federale, il Presidente, pressato dall'opinione pubblica, dichiara lo stato d'emergenza nazionale e autorizza l'intervento dell'esercito. Al comando delle operazioni c'é il generale Deveraux che,da militare, non ha dubbi sulla necessità di agire presto e con decisione. L'esercito allora arresta subito tutti i sospetti di origine araba, tra cui il figlio di Frank, collega di Hubbard. Tra Deveraux, Sharon e Hubbard le divergenze si fanno sempre più profonde, finché le pedine cominciano lentamente ad andare a posto: gli infiltrati arabi che dovevano aiutare l'America contro Saddam Hussein sono stati abbandonati, dopo l'arresto dello sceicco Talal, e uccisi. Sharon ha fatto in modo che i superstiti entrassero con Samir negli USA e qui loro hanno iniziato una non prevista attività terroristica. Nel successivo confronto a fuoco, Hubbard uccide Samir, che ha un movimento improvviso e colpisce a morte Sharon. Finita la sparatoria, Hubbard intima al generale di arrendersi e, di fronte al rifiuto, lo fa arrestare. I prigionieri vengono liberati. L'esercito si allontana. Il pericolo é, per il momento, scongiurato.

Valutazione Pastorale

Argomenti di sicura attualità non mancano in questa vicenda, che si muove tra un innegabile realismo di fondo (a partire dal 1993 anche gli Stati Uniti hanno sperimentato sul proprio suolo la violenza del terrorismo)e scenari di fantapolitica già visti in tanto cinema americano. Caratteristica di questo 'genere' é quella di dare all'azione ritmi serrati, rapidi,incalzanti e, allo stesso tempo, di far emergere alcuni grandi interrogativi: in questo caso, di fronte a quale limite la protezione dei cittadini di una nazione viene in conflitto con la salvaguardia dei loro diritti? In presenza di una grave minaccia, come reagisce una società che si dice libera? Il film é diretto con grande mestiere, si dipana bene, mette in guardia sul problema 'terrorismo' e sugli eccessi di certe reazioni, evidenzia i rischi del conflitto di interesse tra i vari livelli di autorità americani. Il disegno dei personaggi é in certi momenti un po' di maniera, nessuno alla fine deve essere scontentato, e l'aspetto spettacolare resta quello prevalente. Le buone intenzioni sono comunque da salvare e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come positivo e accettabile. Il termine 'asprezze' indica la presenza, nel racconto, di momenti un po' forti visivamente ma sempre motivati dall'azione. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. E' da recuperare in proposte relative ai temi del terrorismo, del rapporto potere-società e simili.

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