CARNERA – The Walking Mountain

Valutazione
Accettabile, semplice * *
Tematica
Matrimonio - coppia, Sport, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Renzo Martinelli
Durata
125'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Pivio, Aldo De Scalzi
Montaggio
Osvaldo Bargero

Orig.: Italia (2008) - Sogg. e scenegg.: Renzo Martinelli - Fotogr.(Scope/a colori): Saverio Guarna - Mus.: Pivio, Aldo De Scalzi - Montagg.: Osvaldo Bargero - Dur.: 125' - Produz.: Martinelli Film Company.

Interpreti e ruoli

Andrea Iaia (Primo Carnera), Anna Valle (Pina Kovacic), F. Murray Abraham (Leon See), Kasia Smutniak (Emilia Tersini), Paolo Seganti (Eudeline), Paul Sorvino (Ledudal), Antonio Cupo (Max Baer), Burt Young (direttore di banca)

Soggetto

Dall'infanzia povera e disagiata a Sequals, paesino della allora Venezia Giulia, alla conquista del titolo mondiale di pesi massimi a New York nel 1934 alla sconfitta l'anno successivo con il ritorno definitivo in Italia: il racconto di Primo Carnera e della sua breve permanenza ai vertici della boxe mondiale, tra dubbi, speranze, amori, truffatori e difficoltà di vario genere.

Valutazione Pastorale

Per tanto tempo Primo Carnera ha rappresentato una figura esemplare di una certa Italia che dalla povertà arriva al riscatto attraverso sacrifici e abnegazione: modello nel quale identificarsi e di cui andare orgogliosi. In anni più recenti di Carnera si è parlato sempre meno e così la realtà si è andata a confondere con la leggenda, e i suoi contorni sono diventati sfuggenti. Questo film si propone di riproporre il 'mito' Carnera, la favola del 'gigante buono', un po' ingenuo e sprovveduto e quindi destinato a diventare vittima di approfittatori senza scrupoli. Un Carnera generoso d'animo, desideroso di farsi una famiglia e quindi dedicarsi alla boxe come unica via per raggiungere questi obiettivi. Il racconto è misurato, la ricostruzione d'epoca é accurata, precisa, efficace. Si sta dalla parte del povero Primo, un uomo di oltre due metri, destinato a sbandare nel mare degli affari sporchi. Per il resto, al di là di qualche emozione descrittiva, il copione resta epidermico, non va al fondo dell'uomo e della sua epoca, non graffia né affonda i colpi. Come il pugile, é bravo ma non è un campione. Film ordinato, curato in una elegante confezione produttiva e, dal punto di vista pastorale, da valutare come accettabile e nell'insieme semplice. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in seguito come ritratto di un personaggio italiano significativo di un certo periodo storico ben preciso e da ricordare.

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