COSÌ LONTANO, COSÌ VICINO! ***

Valutazione
Accettabile-riserve, Complesso, Dibattiti
Tematica
Metafore del nostro tempo, Tematiche religiose
Genere
Apologo
Regia
Wim Wenders
Durata
155'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Germania
Titolo Originale
FARAWAY, SO CLOSE!
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Wim Wenders, Ulrich Zieger, Richard Reitinger
Musiche
Laurent Petitgand
Montaggio
Peter Przygodda

Sogg. e Scenegg.: Wim Wenders, Ulrich Zieger, Richard Reitinger - Fotogr.: (panoramica/bn - a colori) Jurgen Jurges - Mus.: Laurent Petitgand - Montagg.: Peter Przygodda - Dur.: 155' - Produz.: Road Movies Filmproduktion, Tobis Filmkunst, Berlin

Interpreti e ruoli

Otto Sander (Cassiel), Willem Dafoe ; Horst Buchholz (Emit Flesti), Nastassja Kinski (Tony Baker), Heinz Ruhmann (Raphaela), Bruno Ganz (Konrad), Solveig Dommartin (Damiel), Rüdiger Vogler (Marion), Peter Falk, Lou Reed, Monika Hansen, Gunter Meisner, Ronald Nitschke, Hanns Zischler

Soggetto

Cassiel l'angelo rimasto tale anche dopo la trasformazione in essere umano dell'amico Damiel continua a vegliare sulla Berlino del dopo-muro, la Berlino degli anni '90, convulsa e caotica. Seduto su un'ala de " l'Angelo della vittoria" che domina la centralissima Alexanderplatz, Cassiel osserva pensoso l'agitarsi degli umani sul selciato sottostante e ne percepisce i pensieri, le mire e la tristezza. Ma la caduta da un terrazzo di Raissa, una bambina, lo spinge a materializzarsi per salvarle la vita. Divenuto uomo, Cassiel va a trovare il suo vecchio amico Damiel, che conduce una vita felice con Marion e la loro figlia Doria. Eppure lui non riesce neanche a sognare un'esistenza così felice, perchè c'è qualcosa che getta un'ombra sulla sua vita terrena. Emit Flesti, che rappresenta lo scorrere del tempo concesso alla sua vita, rivela alla ragazza-angelo Raphaela che Cassiel non vivrà a lungo, dato che non era nè previsto nè legittimo che divenisse uomo. Ora Cassiel cerca compagnia e prova a fare conoscenza con le persone che ha incontrato quando era angelo. Incontra di nuovo il detective Phillip Winter, Hanna Baker, la madre della piccola Raissa, il vecchio Konrad, che sul suo lavoro di autista ha costruito un'esperienza personale della storia di questo secolo. Cassiel incontra poi Tony Baker, un uomo d'affari americano dal passato tedesco di avventuriero e che ingaggiò Phillip Winter perchè ritrovasse la sorella, scomparsa a Berlino nell'aprile del '45. E' Tony Baker a prendere finalmente Cassiel sotto la sua protezione: prima diventa il suo assistente, poi il suo socio. Ma un giorno scopre che genere di loschi affari tratti Baker; il baratto di armi e munizioni, da quei paesi che erano un tempo il blocco sovietico,in cambio di materiale video pornografico. Finalmente reagisce e con l'aiuto di Damiel e di altri umili amici distrugge il magazzino della merce letale e si riscatta perdendo la vita. Dopo di che riacquista la sua natura d'angelo.

Valutazione Pastorale

continuazione del "Cielo sopra Berlino", il film non sempre è comprensibile, non solo perchè Cassiel si ritrova essere umano, con la piccola Raissa salva fra le braccia, ma perchè non si capisce come, a differenza dell'amico Damiel, gli sia toccato in sorte il peggio del trovarsi ad esser uomo: i vizi, gli abusi, la corruzione e la deficienza mentale. Eppure anche lui è finito uomo per un gesto d'amore e di dedizione. E non si capisce perchè debba abbrutirsi per poter ridiventare angelo. Non si pretende certo da un film il rigore di un trattato di teologia, ma certe cadute di tono riescono incomprensibili, a tutto danno del film, che pure presenta sequenze d'innegabile bellezza e momenti meditativi di alta spiritualità su temi esistenziali ineludibili: il senso della vita, il male, la morte, l'al di là. Non è facile imbattersi in un regista che abbia il coraggio di porre in modo esplicito gli interrogativi essenziali dell'esistenza umana e la saggezza di suggerire possibili risposte, rifacendosi in modo altrettanto esplicito alla Parola di Dio presente nella Bibbia e al quotidiano dell' umile gente che la vive in modo dimesso, attraversando la storia senza mai lasciarsi risucchiare dagli eventi, con la semplicità e l'imperturbabilità dell'autista di questo film, l'anziano Konrad, che il bene lo compie servendo tutti senza esclusione di ideologie, di appartenenze, d'importanza o di notorietà; o come i bambini di questo film, cui il linguaggio degli angeli è familiare come quello dei giochi. Nonostante qualche riserva, dovuta a pesantezze che deturpano qualche momento del film, dobbiamo riconoscenza al regista per questo ritorno al mondo misterioso degli spiriti puri e ai valori eterni che tali "messaggeri d'amore" e di dedizione rappresentano in una cultura senza amore.

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