D’AMORE E OMBRA

Valutazione
Discutibile, Crudo
Tematica
Giustizia, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Betty Kaplan
Durata
110'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Argentina
Titolo Originale
DE AMOR Y DE SOMBRA
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Donald Freed tratto dal libro omonimo di Isabel Allende
Musiche
Jose Nieto
Montaggio
Kathryn Himoff, Bill Butler

Sogg.: tratto dal libro omonimo di Isabel Allende - Scenegg.: Donald Freed - Fotogr.: (normale/a colori) Felix Monti - Mus.: Jose Nieto - Montagg.: Kathryn Himoff, Bill Butler - Dur.: 110' - Produz.: Richard Goodwin, Betty Kaplan, Paul F. Mayersohn

Interpreti e ruoli

Antonio Banderas (Francisco Leal), Jennifer Connelly (Irene Beltram), Camilo Gallardo (Gustavo), Diego Wallraff (José), Stefania Sandrelli (Beatriz), Patricio Contreras (Mario), Angela Ragno (Hilda Leal), Jorge Rivera Lopez, Angela Ragno, Alejandro Toccalino, Alfredo Martin, Anita Lesa, Carmen Renard, Cesar Parlani

Soggetto

Cile 1975, Irene Beltram, giovane giornalista di una rivista del settore moda, di famiglia borghese ancora benestante, nonostante la crisi economica seguita alla dittatura, (per cui si è reso necessario affittare il piano terra della villa di famiglia come residence per anziani abbienti), è fidanzata con Gustavo, un capitano dell'esercito. Il loro rapporto entra in crisi quando Irene conosce per motivi di lavoro Francisco Leal, un fotografo di origine spagnola e segreto oppositore del regime. La rivista affida loro un reportage sulle vicende di Evangelina, una veggente guaritrice, che stanno creando curiosità e fanatismo tra la gente, al punto da richiedere l'intervento dell'esercito. Proprio i metodi violenti e sbrigativi dei militari inducono Francisco ad andare oltre il suo apparente incarico di fotoreporter ed a indagare sui precedenti che possono aver ridotto in tale stato l'infelice donna. Sempre più determinata a seguire Francisco nelle sue rischiose indagini, avvalendosi pure del proprio prestigio sociale, Irene finisce con innamorarsi del collega e si trova a scoprire con lui una serie di crimini perpetrati dal terrorismo di Stato con inaudita efferatezza. Particolarmente sconvolgente è il rinvenimento di una raccapricciante fossa comune, in una miniera abbandonata, con numerosi cadaveri in putrefazione di giovani, donne, vecchi e bambini, i "desparecidos", di cui nessuno ha mai saputo nulla. Sospettati dalla polizia segreta del regime, i due subiscono una serie di crude rappresaglie, che ne mettono in pericolo la vita, costringendoli alla fuga dopo che Gustavo, nel tentativo di stimolare i colleghi ad una ribellione, è stato arrestato e torturato a morte.

Valutazione Pastorale

anche se per espressa dichiarazione resa dall'autrice del romanzo il film rispetta i contenuti politici e sociali del libro sugli orrori della dittatura militare cilena, la regista ha fatto prevalere la vicenda passionale su quella umana e civile. Il film ha momenti apprezzabili sul piano umano, come il colloquio di Francisco con la donna paranormale, per l'intensa e partecipata espressività del protagonista Antonio Banderas nell'incoraggiare Evangelina ad aprirsi per liberarsi dall'incubo sofferto; la scena del pianto del Vescovo "sorvegliato speciale", che ai piedi del Crocifisso è vinto dalla constatazione della propria impotenza di fronte ad un regime che gli impedisce ogni iniziativa; il risalto dato all'eroismo di Gustavo nel preferire la morte a farsi delatore del pur avversato rivale, di cui ha avuto modo di apprezzare la dirittura e l'audacia. Ma ha cadute di tono e di credibilità nella prolissa scena dell'amplesso di Irene con Francisco, appena uscito inorridito dalla macabra fossa comune, distante solo pochi metri; qualche momento addirittura risibile, come l'agevole schiodamento della sbarre che la chiudono; alcuni particolari della fuga. La crudezza di scene e situazioni motiva il giudizio.

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