DETACHMENT – IL DISTACCO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Educazione, Famiglia, Politica-Società, Povertà-Emarginazione
Genere
Drammatico
Regia
Tony Kaye
Durata
100'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Detachment
Distribuzione
Officine UBU
Musiche
The Newton Brothers
Montaggio
Barry Alexander Brown, Geoffrey Richman

Orig.: Stati Uniti (2011) - Sogg. e scenegg.: Carl Lund - Fotogr.(Panoramica/a colori): Tony Kaye - Mus.: The Newton Brothers - Montagg.: Barry Alexander Brown, Geoffrey Richman - Dur.: 100' - Produz.: Greg Shapiro, Austin Stark, Benji Kohn, Chris Papavisliou, Bingo Gubelmann, Carl Lund.

Interpreti e ruoli

Adrian Brody (Henry Barthes), Sami Gayle (Erica), Marcia Gay Harden (Carol Dearden), James Caan (Charles Seaboldt), Christina Hendricks (Sarah Madison), Lucy Liu (Doris Parker), Tim Blake Nelson (Wiatt), Blythe Danner (sig.ra Perkins), Betty Kaye (Meredith), William Petersen (Serge Kepler)

Soggetto

In una scuola pubblica di una periferia americana arriva il supplente Henry Barthes. Chiuso e introverso, Henry si trova di fronte una classe degradata e intrattabile, che lui affronta con la calma di un carattere già duramente provato dalle avversità. Con grande pazienza, avvia un tentativo di dialogo con i ragazzi, con alcuni entra in contatto, altri mostrano di apprezzarne i metodi molto civili, una ragazza gli si affeziona oltre misura e non riuscirà a superare il restarne lontano. Tra alti e bassi, le difficoltà continuano fino alla conclusione dell'incarico. Henry racconta in primo piano questa sua esperienza, compreo il trauma vissuto nell'infanzia nel rapporto con il nonno e la madre.

Valutazione Pastorale

Il tema è cruciale e delicato: il degrado della scuola pubblica in certe zone periferiche urbane (qui americane) ha raggiunto livelli difficili da arginare e qualunque tentativo va apprezzato e incoraggiato. La scommessa è quella di mantenere equilibrio e credibilità nel raccontare un realismo facilmente sottoponibile a modifiche e deviazioni. Qualche rischio c'è anche qui: lo sfondo è tropppo cupo, compone un vissuto sovraccarico e squallido a fronte del quale Henry rappresenta l'ultima frontiera della salvezza, in bilico sul suo attaccamento al dovere e sull'invito alla cultura da lui lanciato. Il copione nell'insieme restituisce il quadro di una situazione gravissima legata ad un più ampio vuoto di valori della società, diventando forte e acuta denuncia. E' che nella costruzione di una tonalità lirico-drammatica, la regia punta troppo sulla presenza di Henry come narratore un po' incombente e didascalico: un personaggio sfaccettato che unisce memoria e presente in un difficle tentativo di sintesi. Molti elementi comumque concorrono a rendere coinvolgente un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito in molte occasioni mirate, per avviare riflessioni sui tanti argomenti attuali che propone. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televsivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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