Doppio sospetto

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Famiglia, Giallo - Triller, Psicologia
Genere
Drammatico, Thriller
Regia
Olivier Masset- Depasse
Durata
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Francia/Belgio
Titolo Originale
Duelles
Distribuzione
Teodora Film
Musiche
Renaud Mayeur, Frédéric Vercheval
Montaggio
Damien Keyeux
Produzione
Versus Production, Haut et Court, Savage Film

Interpreti e ruoli

Veerle Baetens (Alice Brunelle), Anne Coesens (Céline Geniot), Mehdi Nebbou . (Simon Brunelle), Arieh Worthalter (Damien Geniot), Jacques-Henri Bronckart (Theo), Luan Adam (Maxime)

Soggetto

Francia, inizio anni ’60. Alice e Céline vivono in due case confinanti e sono legate da una grande amicizia. L’armonia tra le due si spezza quando Alice assiste, impotente, alla morte accidentale di Maxime, figlio di Céline…

Valutazione Pastorale

Olivier Masset-Depasse, nato in Belgio nel 1971, ha girato alcuni corti all’inizio del Terzo Millennio, prima di esordire con due film, il secondo dei quali, Illegal (2010),ha ottenuto ottimi successi e gli ha permesso di segnalarsi all’attenzione internazionale. Il thriller, affrontato in varie declinazioni, è il suo terreno preferito. Ed eccolo ancora su queste tracce con “Doppio sospetto”, (2019), in originale “Duelles”, film che in Patria ha conquistato nove Premi Magritte, superando a sorpresa “L’età giovane “dei celebrati e paludati fratelli Dardenne. “Doppio sospetto” è tratto dal romanzo ‘Dietro l’odio’ scritto da Barbara Abel. L’incrocio tra titolo del romanzo, titolo originale e quello della versione italiana resta incredibilmente vicino alla realtà del plot. C’è infatti una dimensione che va oltre l’odio, ci sono duelli, alcuni veri altri ipotizzati ma desiderati con forza, c’è infine il doppio sospetto che cala sul rapporto tra le due grandi amiche, che una sfortunata casualità mette l’una contro l’altra. E’ certo che il racconto cresce in intensità e drammaticità col procedere dei dubbi e degli equivoci, che ogni volta sembrano risolversi per ripresentarsi subito dopo ancora più forti (chiarissimo il richiamo a “Il sospetto” del grande Alfred Hitchcock). Così lo sviluppo narrativo chiede di restare un passo indietro rispetto al procedere degli avvenimenti per non rimanere spiazzati di fronte alla inattesa piega degli eventi; che chiedono disponibilità e comprensione anche quando l’esito indurrebbe a restare abbastanza perplessi. La materia che accompagna nella parte finale della visione è dunque forte e dura, ostica, sostenuta da una regia dall’andamento robusto e vigoroso e da due interpreti che ingaggiano uno scontro (appunto un “duello”) fatto di sguardi nervosi, ad alta tensione emotiva. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti.

Utilizzazione

il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, per un pubblico di appassionati del genere ‘thriller’ con forti venature psicologico-drammatiche e con sconfinamenti nei territori della paura e dell’imprevisto.

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