FAIR GAME – CACCIA ALLA SPIA

Valutazione
Consigliabile, Realistico
Tematica
Famiglia, Politica-Società, Spy-story
Genere
Thriller
Regia
Doug Liman
Durata
107'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Fair Game
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Jez Butterworth, John Henry Butterworth basato sui libri "The politics of Truth" di Joseph Wilson e "Fair Game" di Valerie Plame Wilson
Musiche
John Powell
Montaggio
Christopher Tellefsen

Orig.: Stati Uniti (2010) - Sogg.: basato sui libri "The politics of Truth" di Joseph Wilson e "Fair Game" di Valerie Plame Wilson - Scenegg.: Jez Butterworth, John Henry Butterworth - Fotogr.(Scope/a colori): Douh Liman - Mus.: John Powell - Montagg.: Christopher Tellefsen - Dur.: 107' - Produz.: Doug Liman, Jez Butterworth, Akiva Goldsman, Janet Zucker, Jerry Zucker, William Pohlad.

Interpreti e ruoli

Naomi Watts (Valerie Plame), Sean Penn (Joseph Wilson), Sam Shepard (Sam Plane), Bruce McGill (Jim Pavitt), Ty Burrell (Fred), Michael Kelly (Jack), Noah Emmerich (Bill), David Andrews (Lewis Libby), David Denman (Dave), Brooke Smith (Diana)

Soggetto

A New York, mentre il Presidente Bush sta per dichiarare la guerra all'Iraq, l'ex ambasciatore Joseph Wilson scrive sul New York Times circa la presunta manipolazione dei servizi segreti da parte dell'amministrazione per le false testimonianze sulla produzione irachena di armi di distruzione di massa. La moglie di Wilson, l'agente della CIA Valerie Plame, subisce un improvviso screditamento che la porta al licenziamento. Quando sono sull'orlo della separazione, i due trovano la forza per ricompattarsi.

Valutazione Pastorale

I fatti, come si sa, sono veri, accaduti nel corso di questo primo decennio del Duemila e ricordati in due libri scritti uno da Joseph e l'altro da Valerie. Su queste premesse gli sceneggiatori e il regista (suo é "The Bourne Identity") hanno costruito un racconto teso e compatto, che fa un po' fatica a mettersi in moto nella parte iniziale ma poi trova convincenti toni drammatici quando marito e moglie arrivano alla resa dei conti. Stona non poco la conclusione affidata ad un discorso programmatico di diritti e di valori, tutto prevedibile e omologato, una specialità nella quale Sean Penn é bravissimo ma che forse qualche volta dovrebbe lasciare per risultare meno monocorde. Nell'insieme il film si inserisce bene nel filone americano di impegno civile e, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e soprattutto realistico.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da riprendere in seguito nell'ambito del rapporto cinema-storia.

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