Febbre a 90°

Valutazione
Accettabile-riserve, realistico
Tematica
Amore-Sentimenti, Famiglia, Sport
Genere
Commedia
Regia
David Evans
Durata
105'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Fever Pitch
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
tratto dal romanzo "Fever Pitch" di Nick Hornby, la sceneggiatura è firmata dallo stesso Nick Hornby
Fotografia
Chris Seager
Musiche
Neill Mac Coll, Boo Hewerdine
Montaggio
Scott Thomas
Produzione
Amanda Posey

Interpreti e ruoli

Colin Firth (Paul Ashworth), Ruth Gemmell (Sarah), Neil Pearson (padre di Paul), Lorraine Ashbourne (madre di Paul), Mark Strong (Steve), Holly Aird (Jo), Ken Stott (Ted)

Soggetto

Paul Ashworth, insegnante inglese sui 35 anni, è un tifoso accanito dell'Arsenal, che però ormai da otto anni colleziona in campionato solo brutte figure. Insegna in una scuola media nella zona nord di Londra e qui un giorno incontra Sarah, una collega seria e riservata molto attaccata al proprio lavoro. I due cominciano a frequentarsi, lui dice di lei che è troppo formale, lei dice di lui che ha qualche problema perchè ha fatto del calcio una malattia. Tuttavia cominciano a vivere insieme. Mentre il campionato procede, Paul rivede l’inizio della propria passione, quando, grazie all’Arsenal, riuscì a riconciliarsi con il padre in un momento difficile dei loro rapporti, e, più avanti, a trovare sia una dimensione professionale sia un senso di appartenenza e di identità, che per lui era prima sconosciuto. Intanto l’Arsenal perde colpi, e Sarah avverte il pericolo di legarsi ad un uomo, il cui carattere è emotivamente legato agli esiti di ogni singola partita. Sul finire della stagio-ne, l'Arsenal ha un'impennata ed arriva a giocarsi il titolo nell'ultima partita contro il Liverpool. L'Arsenal vince e, nel momento di maggior nervosismo e insieme di grande gioia, Sarah capisce che il calcio può essere più di un semplice gioco, una passione sincera e genuina. Ritrova allora Paul e, con maggiore comprensione, i due tornano insieme, più consapevoli anche del figlio che Sarah sta aspettando.

Valutazione Pastorale

E' uno dei pochi film in cui viene preso in esame il fenomeno "calcio" in quella componente principale che è il condizionamento che porta sulla vita quotidiana della persona e, in certe occasioni, della famiglia. Il calcio come momento di affermazione di se stessi e di identificazione collettiva è affrontato con attenzione e precisione. La vicenda mette in primo piano la figura del tifoso, la cui psicologia è proposta in maniera credibile e realistica, quando da adolescente vive la partita come occasione di dialogo col padre e da adulto come luogo di incontro con gli amici e di confronto con l'esterno. Disegnato con molta misura, il ritratto del protagonista assume valenze più generali, diventa occasione per mettere in luce gli eccessi del tifo ma anche gli aspetti belli. E, soprattutto, il film si muove nell'ottica di farsi strumento di superamento delle incomprensioni: la reciproca fiducia è la prima cosa e consente di mettere insieme la passione per il calcio con l'attenzione per la famiglia. Dal punto di vista pastorale, film dunque doverosamente realistico, con qualche riserva per situazioni un po' affrettate, ma nell'insieme da accogliere come positivo.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con qualche attenzione per la presenza dei minori. E' poi da proporre in altre situazioni, specialmente a quanti vivono il tifo in maniera distorta ed eccessiva, senza riuscire a vedere il lato bello e spettacolare della partecipazione alla partita.

Le altre valutazioni

Sfoglia l'archivo
Ricerca un film
Ricerca Film