FINO ALL’ULTIMO FUOCO **

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
He Ping
Durata
121'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Cina
Titolo Originale
RED FIRECRACKER GREEN FIRECRACKER
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Da Ying Feng Jicai
Musiche
Zhao Jiping
Montaggio
Yuan Hong

Sogg.: Feng Jicai - Scenegg.: Da Ying - Fotogr.: (panoramica/a colori) Yang Lun - Mus.: Zhao Jiping - Montagg.: Yuan Hong - Dur.: 121' - Produz.: Chan Chunkeung, Yung Naiming

Interpreti e ruoli

Ning Jing (Chun Zhi), Wu Gang (Niu Bao), Zhao Xiaorui (Mann), Gao Yang (Zhao)

Soggetto

ultima erede della ricca famiglia Cai (massima produttrice di fuochi artificiali nel nord della Cina), la giovane Chun Zhi viene educata come un uomo e chiamata da tutti "il padrone". La sua femminilità, sepolta sotto il fardello della gestione di una grande azienda e dei suoi operai, viene però destata dall'arrivo dell'intraprendente pittore Niu Bao, che deve dipingere le porte e i vasi per le feste di capodanno, e che lei va inaspettatamente a trovare. Intanto il vecchio tutore Zhao, ed il giovane sovraintendente Mann tentano di mantenere al suo posto l'uno e l'altra in quanto i genitori di Chun Zhi hanno lasciato al tutore l'ordine che la figlia non può sposarsi ma deve seguire la tradizione di famiglia. Frattanto la donna torna nella stanza di Niu Bao e vi trova il suo ritratto: irritata, schiaffeggia l'audace ma la passione è ormai divampata e va addirittura a cercarlo in città. Niu Bao la irretisce: furente, lei lo licenzia e lui le getta un petardo nel cortile. Catturato, viene condannato ad una tortura che si concluderebbe con sicura morte se lei non intervenisse a salvarlo. Il pittore sparisce, ma ritorna all'improvviso e si esibisce con i fuochi d'artificio davanti alla donna e la sua gente: presi da passione i due divengono amanti, incuranti dell'ostilità generale. In fabbrica non viene rispettata la disciplina e i vicini sbeffeggiano il pittore libertino, che scampa a stento ad un attentato organizzato da Mann e dagli operai. Lui supplica Chun Zhi di sposarlo, ma inutilmente: il pittore lascia ancora una volta la donna, e ancora una volta ritorna. Infine lei decide di indire una gara di fuochi per trovare un pretendente, e nella gara il pittore rimane mutilato. Niu Bao abbandona la città, ma il frutto dell'amore proibito germina nel grembo di Chun Zhi, ed ella al nascituro affida il compito di modificare le tradizioni.

Valutazione Pastorale

in questa saga cinese, di particolare suggestione è la fotografia dai toni sfumati in cui mirabilmente si iscrivono i personaggi, ora sanguigni e vitali nelle loro passioni irrefrenabili, ora cristallizzati come cariatidi di ceralacca nei loro ruoli tradizionali. Gli antichi simboli il fuoco e l'acqua del mondo cinese sono presenti: i fuochi che esplodono sulle rive del grande fiume; la passione contro le regole ataviche; la ribellione contro il flusso inesorabile e sempre eguale del tempo della tradizione. Su queste rive senza tempo si muovono come ombre cinesi le figure emblematiche di una donna-padrone (obbligata, fin dall'infanzia, alle rigide regole di una casta patriarcale) e di un artista-ribelle che finisce mutilato dalla passione e dalla voglia di infrangere i legami che impastoiano la donna che ama. Troppo facile sarebbe il rimando all'attuale realtà cinese per non essere tentati di coglierlo, ma occorre sempre cautela nel giudicare un mondo estetico che è pur sempre dominato da una psicologia e da una scienza dell'allegoria lontana nella sostanza dagli schemi occidentali. Rimane comunque il piacere di uno spettacolo avvincente, ben diretto e recitato con molto impegno, i cui interpreti più che personaggi reali sono i protagonisti di una tragedia, la cui soluzione emblematicamente il regista sembra proporre alle nuove generazioni con le parole della madre al nascituro. Il realismo di alcune sequenze richiede delle riserve.

Le altre valutazioni

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