FRATELLI D’ITALIA

Valutazione
Inaccettabile, Volgare
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Neri Parenti
Durata
96'
Anno di uscita
1989
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
FRATELLI D'ITALIA
Distribuzione
Artisti Associati International
Soggetto e Sceneggiatura
Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Musiche
Michele Violante
Montaggio
Sergio Montanari

Sogg. e Scenegg.: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina - Fotogr.: (panoramica/a colori) Roberto Gerardi - Mus.: Michele Violante - Montagg.: Sergio Montanari - Dur.: 96' - Produz.: Gruppo Bema

Interpreti e ruoli

Christian De Sica (Cesare), Jerry Calà (Robert), Massimo Boldi (Carlo Verdone), Sabrina Salerno, Massimo Serato, Gloria Pauk, Nathally Snel, Fabrizio Bracconeri, Gianfabio Bosco

Soggetto

il film è diviso in tre episodi, il cui filo conduttore è un'automobile a noleggio, che, nel giro di tre giorni, è usata da tre clienti diversi. Il primo è Cesare, commesso di un negozio di calzature al centro di Roma, e lettore appassionato di Novella 2000, il quale, mentre sta partendo con alcuni amici per un week-end sulla Costa Smeralda, ha un grave guasto alla sua automobile, ed è perciò costretto a noleggiarne una. Per ottenere l'ultima disponibile, il giovane si spaccia per il figlio di un noto industriale, ma giunge a Civitavecchia, quando il traghetto con gli amici è appena partito. Stavolta quel falso nome lo fa invitare dalla bella figlia di un altro industriale sulla sua lussuosa barca, diretta a Porto Rotondo, e Cesare si trova così a trascorrere un fantastico week-end fra i "vip", che ha sempre tanto ammirato. Egli fatica molto a destreggiarsi nella difficile situazione, combina una serie di guai e commette gaffe in continuazione, senza riuscire ad allacciare un serio legame con la ragazza, che lo attrae. Ma alla fine, stufo di vuota mondanità elegante e di bugie, abbandona la compagnia dei personaggi importanti, e, dopo aver rivelato la sua modesta identità, torna fra gli amici burini. Nel secondo episodio la macchina è noleggiata da Roberto, giovane impiegato di una ditta dolciaria di Verona, che spera di avere una splendida avventura amorosa, portando in Lombardia la bella moglie del suo principale per trascorrere con lei una notte appassionata. La signora ha accettato solo perché crede il suo geloso marito in volo verso Los Angeles, ma il coniuge, che non è invece partito, a causa della nebbia, capita nello stesso albergo di Bergamo, in cui si trovano già la moglie e il giovanotto. L'avventura va perciò in fumo, e Roberto deve accontentarsi di non essere scoperto dal principale, ma dovrà sborsare molti soldi ad una prostituta (coinvolta per caso nella faccenda) e agli amici del bar, che avevano scommesso sull'insuccesso della sua notte d'amore. L'ultimo episodio ha per protagonista un ragioniere milanese, Carlo Verdone, ardente tifoso milanista, che noleggia l'auto per assistere nell'Urbe alla partita Roma-Milan. Egli, che odia tutto della Capitale, avendo incautamente dato un passaggio a due autostoppisti, che si rivelano poi romanisti maniaci e sono appena usciti di prigione, si trova costretto, per evitare guai, a fingersi tifoso della Roma e a dimostrarsi tale aggredendo tutti i milanesi che incontra nel viaggio. Carlo sarà infine arrestato per le sue violente intemperanze.

Valutazione Pastorale

questo film è solo una farsa scadente, assolutamente priva di spirito e piena di molte volgarità. Le vicende procedono a stento fra lazzi pesanti e banalità d'ogni genere, risultando noiose e spesso irritanti. Il regista Neri Parenti non riesce neppure a dare un ritmo omogeneo alle tre storie sgangherate, congegnate grossolanamente dagli sceneggiatori Vanzina e gli interpreti (Christian De Sica, Jerry Calà, Massimo Boldi e Sabrina Salerno) recitano sguaiatamente oppure restano inerti e non riescono a sostenere in alcun modo questo inutile film, che risulta inaccettabile sul piano pastorale e di bassissimo livello come realizzazione.

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