GLI OCCHI DEL DELITTO **

Valutazione
Discutibile, Crudezze
Tematica
Genere
Thrilling
Regia
Bruce Robinson
Durata
132'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
JENNIFER EIGHT
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Bruce Robinson
Musiche
Christopher Young
Montaggio
Conrad Buff

Sogg. e Scenegg.: Bruce Robinson - Fotogr.: (normale/a colori) Conrad Hall - Mus.: Christopher Young - Montagg.: Conrad Buff - Dur.: 132' - Produz.: Gary Lucchesi, David Wimbury

Interpreti e ruoli

Endy Garcia (John Berlin), Uma Thurman (Helena), Kathy Baker (Margie Ross), Lance Henryksen (Freddy Ross), John Malkovich, Graham Beckel, Kevin Conway

Soggetto

il sergente di polizia John Berlin, trasferitosi da Los Angeles nella piovosa Eureka (California settentrionale), per dimenticare il fallimento di un matrimonio e riassestare una carriera non proprio brillante, ritrova qui un caro amico e collega, Freddy Ross. Ma si imbatte anche, in una discarica, nella mano di una ragazza, trovata accanto ad un barbone sgozzato ed un cane ucciso con una pistola calibro 22. Nell'indagare sui macabri reperti, nasce in lui il sospetto di un collegamento con sette omicidi avvenuti ai danni di giovani donne non vedenti barbaramente uccise da un serial killer. Costui sarebbe stato "sentito" da una donna non vedente, Helena, che condivideva la stanza con l'ultima giovane scomparsa, Amber, e che ha udito il rumore dell'auto che portava via la ragazza, e la voce del killer. Tra John e la ragazza, dapprima reticente, nasce ben presto una love story. Una cartolina di Amber sembrerebbe chiudere il caso, ma Helena afferma che costei non scriveva così in Braille. Intanto un collega di Berlin, Taylor, che ha invano tentato di risolvere il caso prima di lui, e lo osteggia apertamente, rivela alla stampa della cartolina e della testimone nell'Istituto. Dopo un violento diverbio, John decide di sorprendere l'assassino all'Istituto, dove pensa che egli si recherà per uccidere Helena. Lo accompagna Ross. Ma John viene stordito, e Ross ucciso dal killer con la pistola di Berlin, che viene così incriminato da un poliziotto della sezione "affari interni" un individuo subdolo e perfino spregevole. Proseguendo le indagini John scopre che Taylor è figlio di una donna proprietaria dello stesso tipo di furgone usato per portare via Amber e che da ragazzo ha fatto le elementari in un Istituto di ciechi dove insegnava la madre. Ma è lo stesso Taylor a sorprenderlo, a stordirlo e a farlo nuovamente arrestare. Recatosi a casa di Margie, Taylor viene riconosciuto da Helena, che scampa solo perché Margie insiste per accompagnarla. Ormai scoperto il poliziotto-killer si reca ad uccidere Helena la notte stessa nella sua stanza: viene invece eliminato da Margie, che si è sostituita alla cieca. John viene così prosciolto e può rifarsi una vita con la dolce Helena.

Valutazione Pastorale

quel che più nuoce a questa pellicola, ben fotografata e interpretata con impegno da protagonisti e comprimari, è la mancanza da parte di sceneggiatura e regia, che si compiace troppo di talune situazioni, così da diluirle in tempi eccessivi per un thriller. Inoltre il film determina in più punti il sospetto del "dejà vu". Non costituiscono certo novità i serial killer o i testimoni non vedenti di un delitto minacciati dall'assassino. Liberato dalle lungaggini e dai riferimenti più ovvii, il film sarebbe più convincente, mentre lo è solo a tratti anche se in misura notevole: un cenno a parte merita l'apparizione di John Malkovich, che con una sapiente miscela di sfumature tra il perfido e l'insinuante, disegna un personaggio notevole. L'abbondante serie di crudezze e di violenze motiva la valutazione.

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