HONEY

Valutazione
Raccomandabile, semplice *
Tematica
Danza, Donna, Famiglia - genitori figli, Giovani, Musica, Solidarietà-Amore
Genere
Commedia
Regia
Bille Woodruff
Durata
94'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Honey
Distribuzione
Eagle Pictures
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Mark Helfrich

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg. e scenegg.: Alonso Brown, Kim Watson - Fotogr.(Normale/a colori): John R.Leonetti - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Mark Helfrich - Dur.: 94' - Produz.: Andrè Hamrell.

Interpreti e ruoli

Jessica Alba (Honey Daniels), Joy Briant (Gina), Lil'Romeo, David Moscow, Lionette McKee, Missy Elliott.

Soggetto

In una zona periferica di New York la giovane Honey insegna danza ai bimbi del quartiere nel centro sociale messo in piedi dai genitori. Per mettere insieme qualche soldo, nei fine settimana Honey e l'amica Gina si esibiscono in alcuni locali, puntando su una musica tutta ritmo alla street dancing. Notata da Mike, un famoso produttore di video musicali, Honey comincia a lavorare alla preparazione di veri e propri numeri ai quali partecipa come ballerina e ideatrice delle coreografie. Traendo ispirazione dalla musica di strada, Honey convince Mike a far lavorare anche i ragazzi stessi che lei guida nel centro sociale. Cominciano però ad arrivare minacce, perchè in questo modo la ragazza sottrae i ragazzini alla gestione della malavita da strada. Intanto Honey individua un grande spazio, dove vorrebbe trasferire la sua scuola, che però è in vendita al prezzo di 170mila dollari. Quando Mike la insidia e lei si sottrae, il regista si vendica licenziandola. Qualche ragazzo, tornato sul marciapiede, finisce di nuovo nel giro della droga. Allora Honey decide di organizzare uno spettacolo di beneficenza per raccogliere i fondi necessari all'acquisto dei nuovi locali. Ma la cantante Missi ora non vede Honey e dice a Mike che la rivuole assolutamente. Lo spettacolo messo in piedi in una chiesa sconsacrata ha grande successo. E con esso arrivano anche i soldi e la possibilità di fare studiare e crescere i bambini del quartiere.

Valutazione Pastorale

Il racconto coglie con molto senso di misura il giusto punto di equilibrio tra una cornice di fondo realistica e una narrazione che inclina verso il fiabesco. I disagi, sopratutto giovanili, dei quartieri degradati di periferia sono appena accennati ma, senza pedanteria, ci dicono l'essenziale: ossia che la sfida è tra il rinunciare ad intervenire (e quindi lasciare campo libero a spacciatori in cerca di manovalanza) e il rimboccarsi le maniche e creare qualche occasione di incontro, di socializzazione, di coinvolgimento che parta da linguaggi già acquisiti: musica, danza, sincronia, lavoro in comune. Affidando il ruolo di protagonista ad una ragazza di forte presenza scenica, il copione tocca gli aspetti della difficoltà di farsi largo nel cinismo di certo mondo dello spettacolo, quello della diffidenza, del rifiuto, dello scoraggiamento. A fronte dei quali, in un contrasto che riesce a non essere lezioso o banale, si pongono costanza, fiducia nell'amicizia, nell'altruismo, nella necessaria presenza dei genitori. Il quadro è edificante ma, come si diceva, condotto sul taglio della favola con il lieto fine, tutto sommato opportuno e incoraggiante. Musicalmente valido e girato con buon ritmo, il film lancia messaggi di utile e non superficiale ottimismo. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come raccomandabile, e insieme semplice: a definire la leggibilità immediata della storia e insieme la sua significativa sostanza. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare sopratutto da parte di chi è impegnato in attività educative, ricreative, di pastorale giovanile, per entrare più da vicino nei linguaggi di certi ragazzi "in strada".

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