I FIGLI DELLA PIOGGIA

Valutazione
Inconsistente, banalità
Tematica
Avventura
Genere
Film d'animazione
Regia
Philippe Leclerc
Durata
86'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Corea, Francia
Titolo Originale
Les enfants de la pluie
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Philippe Caza, Laurent Turner adattato liberamente dal libro "A l'image du dragon" di Serge Brussolo
Musiche
Didier Lockwood

Orig.: Francia/Corea (2003) - Sogg.: adattato liberamente dal libro "A l'image du dragon" di Serge Brussolo - Scenegg.: Philippe Caza, Laurent Turner - Creazione grafica (Panoramica/a colori): Philippe Caza - Animazione, effetti speciali e compositing : Hahn Shin Corporation - Mus.: Didier Lockwood - Dur.: 86' - Produz.: Belokan Production, MK2, France 2 Cinema.

Soggetto

In un'epoca lontana due popoli sono in lotta tra loro. Per i Pyross, adoratori del sole, l'acqua é solamente morte e desolazione. Ogni giorno aspettano con impazienza il ritorno della stagione secca. Quando tornano i tempi del sole, i cavalieri Pyross partono per una crociata oltre i deserti, fino ad Amphibole, la città di coloro che ritengono i veri responsabili della loro disgrazia: gli Hydross, i figli della pioggia. Per questi invece il ciclo é inverso: il fuoco del sole li trasforma in statue e soltanto la pioggia benefattrice può farli tornare in vita. Arriva il momento e Akkar, ricevuto come scudiero il giovane Skan, parte per la crociata. Durante questo viaggio Skan ha modo di verificare quanto il modo di fare dei Pyross sia violento e ossessivo. Arrivati nella città, Skan mette gli occhi sulla statua della bella Kallisto. Per farla tornare in vita, Skan affronta i rischi di una ribellione agli ordini di Akkar. Dopo aver affrontato il grande drago e aver eliminato il ladro di anime, ora la congiunzione degli opposti può avere luogo. Skan e Kallisto si baciano e l'ordine cosmico può avere inizio.

Valutazione Pastorale

Bisogna leggere la parte dei dati tecnici per accorgersi che si tratta di una coproduzione tra Francia e Corea. Dice a questo proposito il regista francese Leclerc: "In questo tipo di collaborazioni è sempre difficile per una squadra il fatto di far partire verso uno studio straniero un lavoro sul quale s'impegna da mesi e che conosce perfettamente". Un romanzo di riferimento europeo, un adattamento anche grafico realizzato da un'equipe coreana: l'ibrido si sente, e si vede. La storia si dipana lungo un vasto arco di riferimenti mitologico-fantastici, tra epopea, fantascienza, passato e futuro, tra draghi, mostri, nemici invincibili. Se si può dire che siamo di fronte alla consueta lotta tra bene e male, e che la moralina del racconto è che l'amore vince tutto, superando le barriere della 'diversità' e dando origine alla vita nuova, é altrettanto vero che la narrazione risulta quanto mai astrusa e farraginosa. Prevale un'idea di contaminazione che induce a grossi equivoci sul piano culturale e storico. Del tutto assente la dimensione poetico-lirica, il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inconsistente, per la sua insignificanza, e segnato da banalità. UTILIZZAZIONE: essendo il film non facilmente seguibile, sopratutto da parte dei bambini, l'utilizzazione può anche essere trascurata in programmazione ordinaria. Da seguire con attenzione eventuali recuperi attraverso passaggi televisi, VHS e DVD.

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