I FIORI DI KIRKUK

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Donna, Guerra, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Fariborz Kamkari
Durata
114'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Iraq, Italia, Svizzera
Titolo Originale
Golakani Kirkuk
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Orchestra di Piazza Vittorio
Montaggio
Marco Spoletini

Orig.: Italia/Svizzera/Iraq (2010) - Sogg. e scenegg.: Fariborz Kamkari - Fotogr.(Panoramica/a colori): Marco Carosi - Mus.: Orchestra di Piazza Vittorio - Montagg.: Marco Spoletini - Dur.: 114' - Produz.: Fabrizia Falzetti.

Interpreti e ruoli

Morjana Alaoui (Najla), Ertem Eser (Sherko), Mohamed Zouaoui (Mokhtar), Mahammed Bakri (Sherko 20 anni dopo), Maryam Hassouni (Rim), Ashraf Hamdi (Rasheed), Falah Fleyeh (zio), Shilan Rahmani (Bayan), Sarkaw Gorany (Karim), Fehd Benchemsi . (Hashem)

Soggetto

All'inizio degli anni '80, la giovane Najla, laureatasi in medicina all'università di Roma, torna in Iraq, decisa a rivedere il suo amato Sherko, che non dà più notizie di sé. Dopo qualche tempo, Najla scopre che Sherko si è messo al servizio delle resistenza contro il regime di Saddam e vive nascosto. Nejla vuole seguirlo e per questo si scontra con l'ostilità dello zio e della famiglia, che vogliono imporle un matrimonio di comodo. Costretta dagli eventi, Nejla mette in piedi un rischioso doppio gioco tra esercito ufficiale e ribelli. Per un po' la cosa funziona, ma poi tutto viene scoperto. E per Najla arriva la punizione capitale.

Valutazione Pastorale

Il regista, curdo, ora residente a Roma, ricorda opportunamente che il copione si basa su eventi realmente accaduti e che molte riprese si sono svolte in Iraq del Nord, nella regione del Kurdistan. Sono due precisazioni che danno al racconto quell'aspetto di 'verità' che una certa maniera narrativa potrebbe nascondere. Si fa strada il trinomio "amore, guerra, morte", che sarebbe un po' convenzionale e che invece la regia tiene sulla corda di una drammaturgia ispida e asciutta. Si sta dalla parte di Najla, del suo coraggio, della sua determinazione e si spera che il suo sacrificio finale sia memoria per l'oggi e per il futuro. Un film di denuncia semplice nello svolgimento, intenso e sofferto nelle immagini e che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito, con attenzione per la presenza di minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di DVD e altri supporti tecnici.

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