I PONTI DI MADISON COUNTY **

Valutazione
Complesso, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Donna
Genere
Drammatico
Regia
Clint Eastwood
Durata
134'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE BRIDGES OF MADISON COUNTY
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Richard La Gravenese liberamente basato sul romanzo "The bridges of Madison County" di Robert James Waller
Musiche
Lennie Niehaus
Montaggio
Joel Cox

Sogg.: liberamente basato sul romanzo "The bridges of Madison County" di Robert James Waller - Scenegg.: Richard La Gravenese - Fotogr.(Panoramica / a colori): Jack N. Green - Mus.: Lennie Niehaus - Montagg.: Joel Cox - Dur.: 134' - Produz.: Clint Eastwood, Kathleen Kennedy.

Interpreti e ruoli

Meryl Streep (Francesca Johnson), Clint Eastwood (Robert Kincaid), Annie Corley (Caroline), Victor Slezak (Michael), Jim Haynie (Richard Johnson), Phyllis Lyons, Debra Monk, Richard Lage, Michelle Benes, Sarah Kathryn Schmitt, Christopher Kroon

Soggetto

Ricevendo il lascito testamentario della madre Francesca Johnson con la sconcertante richiesta che le sue ceneri vengano gettate nel fiume dal ponte Roseman, i due figli Michael e Caroline, spulciando tra le carte, trovano una lettera e tre diari della madre che raccontano loro dei fata-li quattro giorni dell'autunno 1965 quando ella era sola in casa, essendo essi col padre Richard partiti per alcuni giorni per una fiera di bestiame. L'arrivo di Robert Kincaid, un fotografo del National Geografic giunto a fotografare i ponti coperti della zona, interrompe la monotonia della giornata per Francesca che lo accompagna al ponte; gli rivela la sua origine italiana, di Bari, dove lui è stato a far fotografie. Robert, cordiale, le offre dei fiori; lei gli racconta che ha incontrato Richard, il futuro marito, militare a Napoli, durante l'ultima guerra. La vita è tranquilla nell'Iowa, forse troppo: a poco a poco tra i due nasce un sentimento irrefrenabile che fa divampare la passio-ne. Mentre lei capisce che l'uomo rappresenta tutto quello che ha sognato e che la tranquilla e ripetitiva esistenza campagnola non avrebbe mai potuto darle, lui sente nella passione totale della donna quell'appoggio che dopo il divorzio la sua vita vagabonda gli ha sempre negato. La invita a fuggire con lui, ma lei capisce oscuramente che la magia non potrebbe durare, ed inoltre la trattengono il dovere verso l'incolpevole marito e i figli, che lo scandalo danneggerebbe in modo irreparabile. Dopo quattro giorni di abbandono, interrotti da uno screzio subito sanato, lui la lascia. La famiglia torna e andando col marito in città per spese lei scorge l'uomo un'ultima volta. Lui le lancia un ultimo invito appendendo allo specchietto del furgone la crocetta da lei donatagli. Ma pur tentata, Francesca resiste, e sta col marito fino alla morte. Poi , nel 1982, le giungono gli effetti del defunto Robert. I figli, dap-prima turbati ed irritati per la storia, finiscono per comprendere la madre e anzi traggono spunto dalla sua esperienza per tentare di modificare i loro tesi rapporti matrimoniali.

Valutazione Pastorale

Una romantica storia d'amore per la verità poco originale nella sostanza e un po' melensa nello svolgimento. Ma la grande classe di Meryl Streep, al solito superba per intensità e credibilità, conferisce mordente alla regia di Clint Eastwood, che sfida con molto coraggio lo stereotipo del duro da lui creatosi addosso per un'escursione nel melodramma. Il film tutto sommato tiene, con ottima fotografia, belle musiche ed inquadrature della sonnolenta provincia americana di innegabile fascino. Il dramma della passione in lotta col dovere è antico come l'uomo: la trasgressione di chi è legato da un vincolo cui ha giurato fedeltà è sempre, o dovrebbe essere sempre, una lacerazione e un dramma. Francesca non sfugge a questa regola, e la pur fascinosa malìa delle promesse di Robert che le parlano di una vita piena di avventura e di nuove emozioni non soggioga il suo naturale buonsenso che la avverte della bellezza effimera della situazione creatasi e il senso del dovere verso marito e figli ha il sopravvento. Certo il ricordo verrà gelosamente custodito, ma almeno ad un male non se ne aggiunge un altro, anche se le ceneri dei due amanti, disperse dal fatale ponte, sembrano sottilmente inquadrare la trasgressione, sia pur temporanea e dominata, come momento ineludibile per cogliere il senso della propria esistenza.

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