IL CAMPO *

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Famiglia - genitori figli
Genere
Drammatico
Regia
Jim Sheridan
Durata
121'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Irlanda
Titolo Originale
THE FIELD
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jim Sheridan tratto dal lavoro teatrale di John B. Keane
Musiche
Elmer Bernstein
Montaggio
J. Patrick Duffner

Sogg.: tratto dal lavoro teatrale di John B. Keane - Scenegg.: Jim Sheridan - Fotogr.: (normale/a colori) Jack Conroy - Mus.: Elmer Bernstein - Montagg.: J. Patrick Duffner - Dur.: 121' - Produz.: Noel Pearson

Interpreti e ruoli

Richard Harris (Bull Mc Cabe), John Hurt (Bird O'Donnell), Tom Berenger (L'americano), Sean Bean (Tadoh Mc Cabe), Brenda Fricker (Maggie), Sean Mc Ginley (Padre Doran), Frances Tomelty, Jenny Conroy, John Cowley, Malachym Mc Court

Soggetto

in Irlanda, l'anziano contadino Bull Mc Cabe ha lavorato faticosamente un pezzo di terra fra le rocce, concimandola con le alghe marine raccolte lontano. Ma la terra dove alleva vacche, quel piccolo quadrato verde-smeraldo, non è roba sua: è di una vedova, che il paese detesta, la quale un giorno volendo andarsene per sempre la mette all'asta. Per Bull quella terra è tutto: da 18 anni non parla con la moglie Maggie; il figlio Tadgh non ha la sua passione, anche se è sottomesso al vecchio autoritario (che cova in cuore il dolore per l'altro figlio, impiccatosi anni prima quando sentì dire in casa che quel pò di zolle erbose non potevano bastare alla famiglia). All'asta (dove porterà tutto il suo denaro, 50 sterline) e con tutta la piccola comunità dalla sua parte, Mc Cabe si presenta sicuro di vincere, ma ecco farsi avanti un giovane americano, venuto nella brughiera sia per visitare la tomba del nonno, irlandese e del posto, sia per aprire una cava di cui ha individuato il valore: la terra lavorata da Mc Cabe lui la vuole per ricoprirla di cemento e destinarla all'impresa. Raddoppiando la base d'asta, l'americano ha facile vittoria. Bull, che sulle prime ha tentato con le buone di dissuadere l'intruso (tra l'altro appoggiato anche da Padre Doran) perde allora addirittura la testa. Acceso d'ira, incarica il debole figlio di percuotere il nemico, poi allorché vede che questi ha la meglio, in un impeto d'ira, lo uccide sbattendogli la testa su di uno spuntone roccioso del fiume. Tadgh, che si è assunto la colpa del delitto, si prepara a fuggire con una girovaga rossa di capelli e il vecchio gli dà del traditore. Mentre il prete scaccia dalla chiesa i villici che sono tutti per Bull e mentre la moglie riprende a parlargli suggerendo la calma, l'uomo, esasperato dal comportamento del figlio e dalla sfortuna, fracassa la roba di casa, si maledice e, raccolto il bestiame, lo spinge fra le petraie in direzione dei grandi sproni rocciosi che sovrastano il mare. Tadgh, che ha abbandonato il carro dell'innamorata per correre verso il padre semi-impazzito, viene travolto dalla mandria muggente e precipita con essa sugli scogli. Mc Cabe non ha ormai più alcuna ragione di vita: morti tragicamente ambedue i figli, perduta la "sua" terra, sfracellate le bestie, il vecchio si inoltra fra i marosi in cui andrà in cerca della Morte.

Valutazione Pastorale

il meglio sta nella cornice, arricchita da fotografia ed ambientazione assai pregevoli sotto ogni aspetto, con petraie e brughiere dove quel fazzoletto verdissimo curato dal vecchio coriaceo splende come una gemma. La vicenda del film, se non risente della struttura del testo teatrale (si tratta del dramma "The field" di John B. Keane), ha tuttavia molti ascendenti nella letteratura naturalista. Il film è aspro, di largo respiro e tinte forti, ma è enfatico nell'affrontare cupe storie e silenzi familiari e temi quali la terra come possesso che diventa fissazione funesta il rapporto tra padre-padrone e figli, l'avversità di coloro che sono rimasti a lottare con i sassi e le ériche per chi ha scelto di emigrare (e ricompare nella persona dei propri credi fra gente rozza, ostentando dollari e pretese fuori della tradizione), il ruolo della Chiesa, l'antico senso religioso dei villici e le loro testardaggini. Ne risulta un affresco di eventi, animosità e sentimenti forti, peraltro tradotti in un cliché quasi sempre risaputo, tra il selvatico e il folle, che non persuade del tutto tanto più allorché la storia, dopo la rotta a pugni nudi fra i due giovani, seguita dal delitto, cede nel ritmo, scadendo dalla asciuttezza iniziale negli inevitabili eccessi del melodramma.

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